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Giovedì, 2 Febbraio 2023

Piantedosi a Bologna: "Immigrazione ci preoccupa". Ma Lepore risponde: "Non è emergenza" | VIDEO

Il ministro dell'Interno in visita a Bologna per la firma del Patto sulla sicurezza e sulla vivibilità: "Con questa firma rendiamo solenne una collaborazione già fruttuosa"

Una stretta sulla sicurezza della città, con particolare attenzione a fenomeni come spaccio e immigrazione. Questo, a grandi linee, il succo del "Patto per la sicurezza urbana integrata e la vivibilità a Bologna" firmato questa mattina in Prefettura dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il sindaco Matteo Lepore e il prefetto Attilio Visconti. Prima studente universitario dell'Unibo e poi prefetto di Bologna dal 2017 al 2018, il ministro si è detto "orgoglioso" di una città di cui "si sente parte". 

Piantedosi a Bologna, firmato il Patto sulla sicurezza: immigrazione e spaccio al centro

Piantedosi-Lepore, botta e risposta sull'immigrazione

Tra i temi principalmente trattati nella conferenza stampa e nell'intervento a margine del sindaco Lepore lo spaccio e l'immigrazione. Proprio su quest'ultima il ministro Piantedosi ha detto: "Bologna è una città che sa accogliere e assorbire i fenomeni più complicati, sa gestire le situazioni per la salvaguardia del tessuto sociale per tradizione della città e dei suoi amministratori. Abbiamo verificato l’impatto migratorio, che ci preoccupa a livello nazionale e che qui presenta dei numeri da tenere sotto attenzione, ma che per ora sono gestiti con le capacità del contesto locale, tra cui la gestione dei minori non accompagnati. Abbiamo parlato di formule di collaborazione che in realtà già esistono: il Patto serve a solennizzare e a riflettere su come indirizzare ancor meglio le attività delle istituzioni sulla sicurezza urbana".

Pronta la risposta di Lepore: "Abbiamo bisogno che le città non siano lasciate sole. Nei nostri bilanci è ben visibile l’impegno nel non lasciare soli i minori non accompagnati. La prima accoglienza è però compito del Governo e dello Stato. Io ho messo a disposizione la città di Bologna per progetti sperimentali. Negli ultimi dieci anni abbiamo dimostrato di saper gestire il tema immigrazione, senza considerarla un’emergenza. Abbiamo coltivato professionalità e abbiamo lavorato sull’inclusione lavorativa. Ma occorre uscire dal discorso emergenza. Finché si considera l’immigrazione un’emergenza, non si riuscirà mai a risolvere il problema”. 

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