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Scontri Piazza Verdi altri 10 denunciati, i collettivi: "Fieri e orgogliosi, disposti anche a morire"

Si sommano alle 25 di ieri, ma i collettivi non arretrano e si dicono fieri di essere stati denunciati per la libertà. Da metà giugno, stretta sugli orari, arrivano il dirigente e le pattuglie "miste"

Dieci persone sono state denunciate dalla Digos di Bologna per i tafferugli di giovedì 23 maggio in piazza Verdi. Si sommano alle 25 partite ieri. Sei delle persone denunciate oggi per i fatti di giovedì 23 maggio sono tra le 25 denunciate per quelli di lunedì.

Tra le accuse, oltre a quella di manifestazione non autorizzata (per 4 ragazzi del collettivo Cua che aveva organizzato una serata con annessa iniziativa musicale nella piazza) ci sono quelli più gravi di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza, uso di oggetti per rendere difficoltoso il riconoscimento, getto pericoloso di cose, accensione ed esplosione pericolosa, e danneggiamento. Le persone denunciate appartengono ai collettivi Cas, Cua e Crash. Solo uno è nato a Bologna, ma sono tutti residenti in città. La Digos ha analizzati i filmati della serata, che mostrano lanci di bottiglie, anche infrante e ad altezza uomo. Ma ci sono anche fotogrammi che ritraggono una persona che usa un casco come 'arma' contro i poliziotti, e un'altra che scaraventa una bicicletta. Tre esponenti delle forze dell'ordine (due poliziotti e un carabiniere) rimasero contusi quella sera. La loro testimonianza sarà intersecata con l'analisi dei filmati.

LA REAZIONE DEI COLLETTIVI. Sono pronti a continuare la lotta, perché "per la libertà di espressione e di assemblea siamo disposti anche a morire. Se manderanno, come è già successo anni fa che manderanno i carri armati, noi faremo come a piazza Tienammen. Le denunce? Di una denuncia per un diritto ne andiamo fieri. Siamo fieri e orgogliosi di quello che abbiamo fatto". Parlando durante un incontro per fare il punto su quello che é successo negli ultimi giorni nella piazza, gli studenti del collettivo hanno annunciato per giovedì un corteo alle 18 in piazza Verdi che avrà come motto 'I diritti si conquistano a spinta'. L'incontro con i giornalisti e il successivo reading dello scrittore Stefano Benni, che ieri sera ha ricordato Franca Rame, è stata l'occasione per la presentazione di alcune proposte sulla gestione di piazza Verdi. "Crediamo di poter dare un contributo a partire dall'esperienza ormai decennale in zona universitaria per costruire altre direzioni possibili rispetto al fallimento della gestione della piazza che si è dato negli ultimi anni". Il collettivo ha ribadito - citando il documento che convocava l'assemblea di lunedì - che "le piazze non possono essere luoghi militarizzati, così come non sono luoghi dove mettere musica a tutto volume fino alle 5 di notte per far manifestare comportamenti nichilistici".

ORDINANZA DEL SINDACO. Oggi al question time la congliera leghista Mirka Cocconcelli ha chiesto al Sindaco quali fossero le modalità in merito una prossima ordinanza per via Zamboni, ovvero se  l'intenzione  sia  quella di "riprodurre" la situazione di Piazza Verdi, dove colpisce le attività commerciali, ma non risolve la situazione di schiamazzi, disordine, degrado e sporcizia. La risposta di Virginio Merola, letta dall'assessore Riccardo Malagoli, conferma l'intenzione di emanare entro la prima metà di giugno, un provvedimento che punta ad  estendere a Piazza Verdi e alle aree limitrofe il regime di regolazione degli  orari  di  pubblici  esercizi attualmente  in  vigore  in  via  Petroni "in base ad una apposita ordinanza sindacale. Possibilità con gli operatori economici, sulla base di specifici accordi con il Comune, di deroghe sugli orari di chiusura".
Viene inoltre  individuata  una "figura dirigenziale incaricata di svolgere funzioni  di coordinamento delle iniziative promosse nella zona interessata da  soggetti  pubblici  e  privati,  con  l'intento  di  facilitare il loro svolgimento  e  garantirne  una  effettiva possibilità di consolidamento in un'ottica di sussidiarietà".  Per  quanto  riguarda  il controllo del territorio, il Comitato provinciale per  l'Ordine  e  la  Sicurezza ha indicato modalità operative puntuali che prevedono, fra le altre, l'impiego di 'pattuglie miste' composte da Polizia Municipale  e  operatori  delle  forze  dell'ordine statali, finalizzate ad assicurare il pieno rispetto dei regolamenti comunali.


 

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