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Cronaca

Caro energia, piscine a rischio chiusura? "Bollette quadruplicate, le spese ci prosciugano"

Maurizio Monaco traccia uno scenario comune a molti gestori. Il tavolo con il Comune di Bologna c'è, ma serve di più

Quanto dovrebbe costare un ingresso in piscina per consentire alle strutture di sostenere i costi aumentati dell'energia e poter garantire le temperature adeguate di acqua e ambiente? Una cifra che nessuno spenderebbe per una nuotata: 30 euro. Sì, perché le bollette da pagare riportano numeri che sono quattro volte tanto quelle di un anno fa, prima che scoppiasse la guerra fra Russia e Ucraina, con tutte le conseguenze che ormai ben conosciamo e che per Maurizio Monaco (President Bologna, società di gestione di piscine sia comunali che private) sono ben più pesanti rispetto a quelli derivati dalla pandemia: "In tutto il 2019 abbiamo consumato energia per 130 mila euro e adesso, a ottobre 2022, abbiamo superato i 150 euro  senza neppure essere arrivati a fine anno e godendo di temperature ancora miti. Se andiamo avanti così la strada non potrà che essere quella della chiusura, visto che non possiamo certo aumentare in modo spropositato i costi per i nostri utenti". 

Quali sono i costi che più gravano sul bilancio delle piscine?

"Sono i costi energetici: elettricità e gas. La temperatura dell'acqua della vasca per adulti deve essere di 28°, mentre la vasca dei bambini piccoli fra i 30°e i 31°: abbiamo abbassato di un grado per ridurre un po' i consumi. Anche l'ambiente va riscaldato come si può bene intuire e anche li si spende il quadruplo rispetto, per esempio, al 2019". 

Che prospettive avete, quale il clima che si respira nel vostro settore e quali le eventuali soluzioni per far sopravvivere lo sport? 

"Intanto ci dispiace non aver messo in atto i piani fatti anni fa per sostituire impianti di riscaldamento obsoleti con pannelli fotovoltaici e geotermico. Cose che in Francia e in Germania sono già realtà (giusto perché non sembri fantascienza). A quest'ora probabilmente non staremmo a parlare di rischio chiusura degli impianti, ma allo stesso tempo anche se i lavori li cominciassimo oggi, ci vorrebbe comunque molto tempo per vederli realizzati. Anche gli ammortizzamenti avrebberi tempi ben diversi. Il clima che si respira è tragico perché qui si rischia davvero di chiudere e di lasciare a casa anche diversi dipendenti, oltre che togliere buoni occasioni per contribuire alla salute e al benessere delle persone. Se è vero che lo sport è vita, che migliora le nostre condizioni e riduce anche i costi della sanità pubblica, ecco che allora forse è il caso di intervenire. Incontri con le istituzioni ne abbiamo avuti, ma ad oggi ancora nessuna soluzione a questa grossa crisi".  

Hera piscina oK-2

Avete già fatto qualcosa per limitare i costi degli impianti? 

"Siamo intervenuti sulla temperatura dell'acqua abbassandola di un grado, cambiamento che è praticamente impercettibile per l'utente ma sopra al quale non possiamo spingerci ancora. Fino a questo momento il termometro naturale ci ha aiutati, ma stiamo andando incontro all'inverno e non possiamo maggiorare ancora il prezzo dell'ingresso, sul quale abbiamo già apportato un piccolo rincaro. Per rientrare nelle spese entrare in piscina dovrebbe costare una trentina di euro.  E chi ci verrebbe più?". 

Avete avuto degli aiuti? 

"Abbiamo avuto dei contributi che però purtroppo non bastano. Speriamo che il nostro appello arrivi alle istituzioni, le uniche che possono fare qualcosa per salvare lo sport. E intanto pensiamo ai disabili e agli anziani che ogni mattina vengono qui allo Spiraglio per fare abilitazione o tenersi in forma. Oggi teniamo aperto praticamente solo per pagare le bollette". 

L'assessora allo sport del Comune di Bologna Roberta Li Calzi il problema delle piscine lo conosce molto bene e non è passato poi così tanto tempo dall'ultimo tavolo al quale si sono seduti lei, il sindaco Matteo Lepore e il direttore allo sport: "Tutte strutture comunali sono al centro di un project financing, ovvero di un sistema di finanziamento, che annualmente e fino al 2025 dà un contributo pari a 2 milioni di euro circa all'anno. C'è un tavolo aperto su questo tema e la nostra attenzione è alta, anche se siamo ben consapevoli che a fronte di tali aumenti dei costi quello che diamo non sia sufficiente. Bisogna parlarne a livello europeo. Sappiamo però che la strada da seguire (non di emergenza, ma a lungo termine) è quella dell'efficientamento energetico. Le piscine hanno anche altri due contributi, sia da parte del governo che dalla Regione. L'obiettivo comune è quello di non chiudere le nostre piscine e per il momento il rischio è scongiurato: remiamo tutti nella stessa direzione". 

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