'Più valore all'Appennino bolognese': 15 milioni di investimenti, ok al piano Gal

Obiettivo "mettere in luce il territorio quale risorsa e motore dell’economia locale, agendo su due leve fondamentali fra loro collegate: il turismo sostenibile e l’innovazione delle filiere produttive agricole di qualità del territorio"

Oltre 15,2 milioni di euro di investimenti attesi, dei quali 9,35 milioni di contributi pubblici europei, nazionali e regionali saranno investiti nei prossimi anni in tutto il territorio collinare e montano di pertinenza del GAL Appennino Bolognese, la società mista pubblico-privata operante nella gestione dei fondi comunitari, allo scopo di valorizzare la montagna e collina bolognese e imolese dal punto di vista turistico e delle produzioni agricole di qualità, ponendo anche una specifica attenzione ai negozi di vicinato, ai pubblici esercizi e ai servizi e alle produzioni artigianali, riconoscendone così l’utilità e la funzione sociale per i paesi e le borgate del nostro appennino.

Con voto unanime l’Assemblea dei soci del GAL ha approvato   il Piano di Azione dell’Appennino bolognese, da sottoporre all’approvazione finale della Regione Emilia Romagna, la cui strategia è sintetizzata dal titolo “Più valore all’Appennino”, dove si mette in luce il territorio quale risorsa e motore dell’economia locale, agendo su due leve fondamentali fra loro collegate: il turismo sostenibile e l’innovazione delle filiere produttive agricole di qualità del territorio.

Lo slogan del Piano è “Fare del turismo il motore dell’economia locale”, che significa sostenere gli investimenti e la promozione del settore turistico considerato come volano per la qualificazione, il potenziamento e la valorizzazione delle filiere produttive tipiche, con ricadute positive in termini economici ma anche sociali, per fronteggiare le condizioni di fragilità presenti nella montagna e collina bolognese.
Il Piano si compone di 12 azioni, 8 di tipo ordinario (comprese nel Piano di Sviluppo Rurale, il PSR) e 4 LEADER (specifiche per il territorio), oltre alle azioni di cooperazione che completano così il quadro degli investimenti da attivare con i contributi pubblici.
Con l’approvazione da parte dei Soci del Piano si conclude dunque la fase di definizione della programmazione fino al 2020 per l’appennino bolognese, a cui seguirà nei prossimi mesi il confronto con la Regione, per poi attivare i primi bandi di contributo all’inizio del 2017. L’obiettivo è quello di impegnare e liquidare almeno il 70% delle risorse disponibili entro il 2019, al fine di concorrere a risorse aggiuntive, a titolo di premialità, per un ulteriore milione di euro.

Nel Piano, particolare attenzione è stata posta alla definizione degli strumenti operativi fra cui la proposta innovativa ideata dal Tavolo di coordinamento del turismo dell’Appennino Bolognese basata sulla Carta dei Servizi: lo strumento aperto all’adesione volontaria di enti e operatori del appennino finalizzato a qualificare l’offerta turistica e produttiva, una vera e propria Carta della qualità del territorio e delle imprese.

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Al termine dell’Assemblea che ha approvato il Piano, Il Presidente del GAL Appennino bolognese, Tiberio Rabboni, ha così commentato: “Il Piano di Azione deliberato dai soci del GAL punta decisamente allo sviluppo integrato del turismo sostenibile e delle filiere dei prodotti agricoli di qualità, di cui è ricco il nostro territorio. Si tratta di ambiti che devono essere promossi e valorizzati in modo coordinato, in base anche alle indicazioni europee, per contribuire a rendere l’Appennino bolognese attraente e competitivo”, mentre il Vicepresidente Alessandro Bernardini, ha messo in evidenza come il Piano del GAL “dedichi significativa attenzione alla promozione e alla qualificazione delle piccole imprese dell’appennino bolognese sia agricole, ribadendone la grande importanza per il presidio del territorio ma anche, finalmente, del commercio, turismo, pubblici esercizi, artigianato e cooperazione, per mantenere la fondamentale presenza di servizi di vicinato, di aggregazione e di valore sociale per i nostri paesi, borgate e frazioni”.
 

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