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Sanità

Rivoluzione nella procreazione assistita: "Accesso a più coppie. Le prestazioni diventano rimborsabili"

L'esperto bolognese Luca Gianaroli 'traduce' la notizia: "In pratica le prestazioni che fino ad oggi erano a pagamento passeranno attraverso il sistema sanitario nazionale e saranno quindi rimborsabili". A Bologna per la PMA pazienti da tutta Italia

Sono circa 17.000 i bambini che ogni anno in italia nascono grazie alla fecondazione assistita, quasi il 5% del totale. Ma per molte coppie sottoporsi alle cure per l'infertilità è troppo costoso e troppo scomodo, se vive al centro sud. La PMA (procreazione medicalmente assistita) sta per fare un salto che, come spiega il dottor Luca Gianaroli (bolognese, uno dei massimi esperti in materia) rappresenta un "Passo importante per garantire l'accesso a queste tecniche al maggior numero di coppie possibile, anche mediante un'omogenea distribuzione dei Centri privati convenzionati in tutte le Regioni". Ma cosa sta per cambiare? Cambia che a seguito del tavolo Ministeriale ha concluso i suoi lavori proponendo le tariffe per la PMA, che dopo la conclusione dei necessari passaggi al MEF ed in conferenza Stato-Regioni, consentiranno alle relative cure per l’infertilità di entrare nei LEA e quindi di diventare prestazioni rimborsate dal sistema sanitario nazionale a tutti gli effetti. 

"La procreazione assistita finalmente potrebbe uniformarsi e offrire un accesso diretto (gratuito o attraverso il pagamento di un ticket) da Siracusa a Bolzano – l’annuncio del coordinatore del tavolo tecnico con il Ministero della Salute e presidente di Fondazione PMA Italia Luca Mencaglia – Un risultato che arriva dopo molte battaglie e che dopo il passaggio in conferenza Stato-Regioni, determinerà una vera e propria rivoluzione". E Bologna in questo senso ha sempre accolto questo tipo di "turismo sanitario", con un Policlinico Sant’Orsola-Malpighi che per esempio nel 2019 è stato messo al 1° posto per numero di procedure da scongelamento di ovociti così come aveva rivelato una ricerca del portale "Dove  e come mi curo".

A Bologna visite gratuite per il check-up della fertilità

"Sicuramente l'inserimento delle prestazioni di PMA nei LEA è un passo importante per garantire l'accesso a queste tecniche al maggior numero di coppie possibile, anche mediante un'omogenea distribuzione dei Centri privati convenzionati in tutte le Regioni. Raggiunto questo obiettivo, però non bisogna fermarsi ed è necessario concentrarsi sulla prevenzione dell'infertilità, promuovendo campagne informative e le tecniche di preservazione della fertilità, come ad esempio il Social Freezing." commenta ancora Gianaroli, Direttore Scientifico di S.I.S.Me.R. 

Fino ad oggi le PMA sono state totalmente a carico delle coppie: adesso si cambia 

Fino a questo momento le prestazioni PMA sono state totalmente a carico del cittadino con costi complessivi che vanno dai 5 ai 10 mila euro e migrazioni obbligatorie verso le regioni che erogano questo genere di servizio al paziente: "Le prestazioni diventerebbero così totalmente a carico del sistema nazionale per tutti gli abitanti del nostro Paese, che non dovranno più trasferirsi dal centro al nord visto che tutte le regioni verranno attrezzate per svolgere questo servizio. – spiega Mencaglia - Consideriamo che ogni anno in Italia sono 100 mila le prestazioni di PMA, di cui il 60% in centri privati e il 40% in centri pubblici o convenzionati, spesso con liste di attesa di oltre 2 anni. Che per la fertilità sono tempistiche davvero improponibili".

Il Tavolo Tecnico del Ministero, Sileri: "Sono state ascoltate le voci di tutti gli stakeholder" 

Il Tavolo Tecnico sull’infertilità è stato fortemente voluto dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, che ha dichiarato: “Per anni il tema della Procreazione Medicalmente Assistita non è stato all’ordine del giorno nel nostro Servizio sanitario nazionale. Il Ministero della Salute ha deciso di affrontare questo tema con l’obiettivo di eliminare le disparità esistenti nell’accesso al servizio, istituendo nel giugno 2021, su mia iniziativa, un tavolo di lavoro all’interno del quale sono state ascoltate le voci di tutti gli stakeholder, tra cui i centri di fecondazione assistita e le associazioni dei pazienti. I risultati del lavoro del tavolo sono stati acquisiti nella stesura di un nuovo schema dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) per la Procreazione Medicalmente Assistita, che finalmente renderà questo servizio realmente fruibile in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Affinché i LEA diventino effettivamente operativi, occorre adesso che si concludano i passaggi previsti dal nostro ordinamento giuridico, che prevedono l’approvazione da parte del Ministero dell’Economia e Finanze e della Conferenza Stato-Regioni. Confido in una rapida conclusione di questo iter”

L’avvocato Gianni Baldini, direttore di Fondazione PMA Italia è stato uno dei legali che si sono occupati della Legge 40/2004 (normativa che regolamenta il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita e ne consente l’accesso a ogni coppia che abbia problemi accertati di infertilità o di sterilità) entra nel dettaglio sottolineando come "Questo risultato sarà importante per i centri ma soprattutto per i pazienti, che avranno lo stesso diritto di accedere alle prestazioni a prescindere dalla targa della loro auto, nel segno dell’equità e con l’obiettivo di tutelare sempre più la salute delle donne favorendo al contempo la natalità". 

Fake news e mala informazione sulla PMA

- I farmaci usati sono dannosi per la salute della donna: falso

- I bambini nati con PMA possono avere un rischio maggiore di problematiche/patologie: falso. Anzi: visto il maggior controllo dovuto alla medicalizzazione del fenomeno (concepimento-gestazione-parto) è forse più vero il contrario.

- I bambini nati in questo modo non hanno gli stessi diritti degli altri sotto il profilo giuridico: falso

Congelamento degli ovuli: come funziona

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