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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca

Nasce l'osservatorio civico di monitoraggio sui fondi Pnrr

Il progetto nasce dalla collaborazione di Period think thank, Libera e Legambiente: attesi report semestrali. I consiglieri Piazza e Bugani: "Accogliamo con favore, pratica si estenda anche alle partecipate"

A vigilare sull'uso della pioggia di milioni che sta per arrivare su Bologna con il Pnrr ci sarà anche un "Osservatorio civico" costituito ad hoc, con l'obiettivo di esercitare una forma di controllo diffuso grazie alla partecipazione di associazioni, gruppi, collettivi, movimenti e singoli cittadini. Tre gli ambiti di analisi su cui agirà il lavoro dell'osservatorio: impatto di genere, impatto ambientale e rispetto della legalità da parte delle aziende a cui saranno affidati appalti e subappalti. Il progetto nasce dalla collaborazione di Period think thank, Libera e Legambiente.

L'idea è "monitorare l'impatto degli investimenti che arriveranno sul territorio metropolitano bolognese dal Pnrr", spiega in conferenza stampa Giulia Sudano, presidente di Period think thank. L'Osservatorio intende dunque "chiedere alle istituzioni locali di mettere a disposizione dati e indicatori per monitorare gli investimenti, favorire la partecipazione alla Cabina di regia che seguirà l'attuazione del Piano da parte delle realtà del terzo settore -continua Sudano- e promuovere appuntamenti di informazione e formazione alla cittadinanza in senso ampio, alle persone che abitano sul territorio, per essere protagoniste del monitoraggio e sapere cosa succederà".

Nel frattempo l'assessora comunale ai Fondi europei e coordinatrice della cabina di regia sul Pnrr, Anna Lisa Boni, ha annunciato la pubblicazione a breve di un sito dedicato, "Bologna domani", che veicolerà proprio i vari finanziamenti ricevuti e relativi impatti sul territorio. "Attendiamo da parte del Comune la pubblicazione del portale", afferma Sudano.

Sempre in riferimento al portale istituzionale sul Pnrr, "il nostro obiettivo sarà quello di vedere cos'è stato inserito- continua Sudano- ed eventualmente chiedere integrazioni di dati laddove rintracciassimo che siano ancora non presenti tutti quelli necessari". Lo stesso vale per gli indicatori, intesi come "strumenti che permettano di vedere che impatto si sta avendo", aggiunge Sudano, "quindi noi lavoreremo sulla base dei dati forniti dalle amministrazioni".

Per portare avanti questo lavoro, l'Osservatorio ha già pianificato quattro "scuole di monitoraggio": il 26 giugno nell'ambito del Festival della partecipazione, il 9 e 10 settembre durante la Scuola common promossa da Libera a Villa Celestina e poi in autunno sull'impatto di genere e quello ambientale-sociale. "Non vogliamo sostituirci alle istituzioni ma affiancarci ad esse", sottolinea Gabriele Bollini di Legambiente: per questo "chiediamo di essere presenti al tavolo metropolitano istituito l'anno scorso".

Per quanto riguarda poi l'esame specifico dei vari progetti, "cominceremo scegliendo quelli più rilevanti", spiega Bollini, citando in particolare la Via della conoscenza. Un esempio concreto di come intende operare l'Osservatorio arriva dall'ambito riguardante il rispetto della legalità e il contrasto alle infiltrazioni mafiose: si partirà dalla pagina web aperta dal Comune per rendere pubblici i dati sui subappalti, attuando un "monitoraggio qualitativo" delle aziende che ottengono i lavori e questo "lo faremo- spiega Andrea Giagnorio, referente di Libera- attraverso visure camerali, ricerche in giro per il web e i contatti che abbiamo in giro per l'Italia". L'Osservatorio pubblicherà i risultati del proprio lavoro su un sito apposito e produrrà report semestrali con gli esiti del monitoraggio.

I consiglieri M5S Bugani e Piazza: "Bene così, estendere anche alle partecipate"

"Accogliamo con molto favore la nascita dell'osservatorio civico -è il commento dei consiglieri M5S Marco Piazza e Massimo Bugani- non c'è dubbio che la mole di fondi assegnata a Bologna attiri l'interesse della criminalità organizzata e la necessità di mettere a terra i progetti nei tempi rapidi dettati dall'Europa rischia di agevolare le infiltrazioni. Anche per questo a Bologna abbiamo puntato sulla trasparenza proprio per agevolare il controllo diffuso e pubblicare online tutti i subappalti che vengono stipulati da chi si aggiudica forniture del comune di Bologna. Non possiamo che essere felici di vedere l'applicazione di questo lavoro e ringraziamo le associazioni per averne riconosciuto l'importanza. Continuiamo ad impegnarci perchè questa pratica si diffonda sia alle aziende partecipate che a ogni altro comune e per questo ringraziamo Avviso Pubblico che ha inserito questa iniziativa tra le buone pratiche suggerite ai tutti i comuni aderenti e ANCI che si è impegnata a sua volta a diffondere questa pratica e persino a farla entrare direttamente nel codice dei contratti in una sua prossima revisione".

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