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'Sono irregolare, voglio essere rimpatriato', ma finisce in manette

Davvero curiosa la "mossa" di un immigrato 32enne. Anche uno spagnolo si è presentato alla Polizia: era coinvolto in un traffico di droga dal Marocco

Davvero curiosa la "mossa" di un immigrato tunisino di 32 anni che domenica pomeriggio si è presentato all'Ufficio immigrazione della Questura di Bologna: "Sono irregolare, voglio essere rimpatriato". 

Sono partiti così i controlli sull'uomo, con qualche precedente penale, ed è emerso che era già stato espulso dall'Italia a a luglio del 2015 e non sarebbe dovuto rientrare prima di tre anni, così ieri sono scattate le manette. Come infatti prevde il Testo Unico sull’immigrazione (D.Lgs. 286 del 1998): "Lo straniero destinatario di un provvedimento di espulsione non può rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione del Ministero dell’Interno. In caso di trasgressione lo straniero è punito con la reclusione da uno a quattro anni ed è nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera". 

Anche uno spagnolo di 47 anni ieri pomeriggio è arrivato, in compagnia del suo legale, all'ufficio denunce: era destinatario di un provvedimento di custodia cautelare per traffico di sostanze stupefacenti. Era infatti tra gli indagati di un'operazione della Guardia di Finanza che a maggio 2015 aveva smantellato una rete di trafficanti e sequestrato 133 kg di hashish. Anche lui è finito alla Dozza. 

Un altro cittadino tunisino di 39 anni è stato arrestato, sempre ieri, durante un controllo di iniziativa in via Erbosa: era stato espulso nel 2014 e non sarebbe dovuto rientrare fino al 2024. 
 

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