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Polo logistico a Malalbergo, APRC: "Sostenibilità delle attività agricole e progetto di ultima generazione"

Lunga la nota della società che realizzerà il maxi Polo: "Il progetto logistico è concepito per rispettare i più elevati vincoli ambientali sia sotto il profilo normativo che in termini di certificazioni"

"Il gruppo APRC, leader francese nello sviluppo della logistica , basata a Torino, e  la società SIS SPA, storico operatore delle risaie Terra di Pianura, hanno raggiunto un accordo che consente la sostenibilità delle attività agricole e la creazione di un polo logistico di ultima generazione a Malalbergo, a nord di Bologna. Sinergie che stimoleranno e rafforzeranno l'attrattività economica dei territori rispettando rigorosamente le esigenze di protezione dell'ambiente". Inizia così la lunga nota di Aprc, il fondo immobiliare che realizzerà il polo. Nota che arriva dopo alcune critiche sul maxi progetto, che puntavano l'attenzione sull'esistenza di risaie in zona.

Da quì le puntualizzazioni della società: "Avviato in collaborazione con SIS e con le collettività locali, il progetto si propone di trovare il giusto equilibrio tra la sostenibilità delle aziende agricole esistenti e il dinamismo economico del territorio, con l’obiettivo di una ridistribuzione delle attività di SIS (coltivazione del riso, attività di ricerca) su un'area più ampia - si legge -  Per rafforzare e salvaguardare la realizzazione dei propri investimenti, SIS ha concluso un accordo per il trasferimento al gruppo APRC degli attuali terreni, le cui caratteristiche non corrispondono più alle proprie esigenze operative, in particolare in termini di ricerca e sviluppo. Proprio per questione ambientalistiche, SIS aveva già deciso di abbandonare, sui terreni che verranno interessati dall’interventi, la coltivazione del riso a partire dal 2022. Da troppi anni infatti su quei terreni si coltiva riso e sulle superfici si sono selezionate tutta una serie di infestanti e creati nematodi (parassiti) che vanno ad infestare le coltivazioni. I terreni quindi non risultano più adeguati alle attività di ricerca e a tal proposito SIS darà vita a un nuovo polo dedicato alla ricerca sulla risicultura su terreni vergini che permetteranno così migliori performance anche in ambito di sperimentazione. Sul sito ceduto, che copre un'area di circa 70 ettari in prossimità dell’autostrada (si realizzerà un'attività logistica essenziale all'approvvigionamento del territorio ma anche allo sviluppo delle industrie locali. Questa immediata vicinanza alle principali arterie autostradali permetterà di prevenire la congestione del traffico sulla viabilità locale". E ancora: "L’operazione consentirà quindi di garantire al contempo i posti di lavoro "agricoli" di SIS e, attraverso la costituzione del polo logistico, lo sviluppo economico del territorio. Accogliendo un parco logistico e di attività, verrà convolta l’intera filiera delle costruzioni e verranno creati, ad opera ultimata, circa 1500 posti di lavoro di vari profili e diverse qualificazioni": 

Il Progetto - Rispetto dei vincoli ecologici e ambientali-

"Il progetto logistico è concepito per rispettare i più elevati vincoli ambientali sia sotto il profilo normativo che in termini di certificazioni - sottolinea la nota -  E ciò in particolare per quanto concerne gli approfonditi studi realizzati sulla gestione delle acque meteoriche, sviluppati e concertati assieme a tutti gli attori dei territori interessati, per ridurre al minimo l’impatto sull’habitat naturale. A titolo illustrativo, i bacini di ritenzione e regolazione delle acque meteoriche saranno sovradimensionati e ricoperti di vegetazione; sarà poi assicurato il riutilizzo dei materiali di cantiere al fine di limitare i contributi esterni durante la fase di costruzione. Inoltre, il progetto logistico mirerà ad ottenere la certificazione, riconosciuta a livello internazionale, BREEAM ("Building Research Establishment Environmental Assessment Method"), lo standard di certificazione degli edifici più utilizzato in tutto il mondo, di livello GOOD".

Le categorie di riferimento per la certificazione BREEAM sono:

  • Energia (monitoraggio dell’energia, emissioni di CO2, uso di sistemi di trasporto efficienti, ecc.)
  • Uso del territorio ed ecologia (valutazione del sito, impatto sull’ecologia del sito esistente, ecc.)
  • Acqua (controllo del consumo di acqua, attrezzature efficienti ecc.)
  • Salute e benessere (relativi al comfort visivo, termico e acustico, qualità dell’aria interna, ecc.)
  • Inquinamento (monitoraggio dell’impatto dei refrigeranti, inquinamento luminoso notturno, inquinamento acustico, ecc.)
  • Trasporti (accessibilità dei trasporti pubblici, strutture per ciclisti, ecc.)
  • Materiali (impatto del ciclo di vita, durata e resilienza, efficienza, ecc.)
  • Rifiuti (Gestione dei rifiuti di costruzione, ecc.)
  • Management (pratiche di costruzione responsabili, messa in servizio e consegna, etc…)

Attraverso una certificazione BREEAM di livello almeno pari a Good sia in fase di progettazione che in fase di costruzione- sottolinea la società -  il progetto si impegna a:

  • predisporre infrastrutture che garantiscano il comfort degli occupanti e assicurino loro condizioni di lavoro ottimali.
  • Utilizzare tecniche innovative di costruzione, gestione e manutenzione dell'edificio.
  • Garantire una costruzione che rispetti la biodiversità circostante.
  • Utilizzare materiali sostenibili per la costruzione, le attrezzature e la manutenzione dell'edificio.
  • Promuovere l'uso di soluzioni di trasporto non inquinanti, fornendo agli occupanti le infrastrutture necessarie.
  • Fare largo uso del riciclaggio e garantire il corretto trattamento dei rifiuti e degli scarichi legati alla costruzione dell'edificio, al suo funzionamento e alla sua manutenzione.
  • Fare un uso razionale dell'acqua potabile e utilizzare le soluzioni più responsabili per trattare gli scarichi idrici legati alle attività svolte nell'edificio.
  • Promuovere l'implementazione di soluzioni sostenibili per ridurre i consumi energetici e favorire l'utilizzo di energie rinnovabili: sarà realizzato un impianto fotovoltaico sulle coperture, il più grande d'Italia, che consentirà la fornitura di energia verde all'equivalente di 15.000 famiglie.

"Attualmente in fase istruttoria -conclude la nota - questo progetto ha già ottenuto il sostegno a livello territoriale e intercomunale e dovrebbe iniziare entro il 2022."

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