Racket pompe funebri, l'Efi: "E' solo la punta dell'icerberg"

Gli esponenti dell'associazione: "Deve cambiare la legge e sono necessari più controlli su appalti e camere mortuarie"

La maxi operazione dei carabinieri che ha portato alla luce il monopolio del ‘caro estinto’ in città ha scosso l’opinione pubblica. La lunga indagine ‘Mondo Sepolto’ ha smantellato due cartelli di agenzie funebri che -secondo le indagini - controllavano le camere mortuarie dell’ospedale Maggiore e del Sant’Orsola, portando a 30 misure cautelari e 43 perquisizioni in tutta la Regione. Un’inchiesta che ha lasciato perplessa anche l’Efi- Eccellenza funeraria italia: l’associazione costituita a Bologna nel 2012 con l’obiettivo di riunire e di valorizzare le Imprese Funebri cui fanno riferimento le Case Funerarie, che rispondono a standard qualitativi eccellenti in termini di servizi erogati e di prodotti utilizzati.

A parlare è il presidente nazionale Gianni Gibellini: “Era una bomba che prima o poi doveva esplodere – commenta a BolognaToday – E’ necessario fare i complimenti a chi ha eseguito le indagini. Sono un garantista e fin quando non si arriverà alla fine di un possibile processo non accuso nessuno, ma questa è solo la punta dell’icerberg. Non è la prima volta che emergono situazioni simili in tutta Italia, è come un tumore ormai diffuso ed è  per questo che è una notizia che non ci ha sconvolto particolarmente. E’ necessario che cambi la legge nazionale in materia, e soprattutto che ci siano più controlli sui funerali”.

Dello stesso parere Carmelo Pezzino, addetto alla comunicazione Efi: “Se ci fossero più controlli, come ad esempio mandare degli agenti di polizia locale ai funerali, le autorità si renderebbero conto se questi vengono svolti anche da personale non assunto verificando subito la fornitura degli appalti. Deve cambiare la legge nazionale, ferma ancora al ’90, e aumentare lo sgravio previsto per le famiglie”. E sottolinea: “Il piano anti corruzione del magistrato Raffaele Cantone del 2016, già aveva evidenziato come il momento corruttibile avvenisse all’interno delle camere mortuarie, quindi si tratta di un sistema collaudato nel tempo. E ci sono state soffiate anonime pervenute nel 2017 , anche quelle su presunto illeciti, nell’accaparramento della clientela da parte di imprese funebri, presso una camera mortuaria territorialmente sotto la competenza dell’AUSL di Bologna”.

Racket pompe funebri, agivano cosi - Video

Così Ugo Borghi, titolare dell’omonima agenzia funebre e socio Efi: “Questo è un giorno nero e triste per tutta l’imprenditoria italiana, sia per chi è finito sulle pagine di cronaca sia per chi ha sempre lavorato nella legalità, ma il rischio è che il lavoro onesto di tanti sia sminuito e infangato da episodi simili – spiega – A rimetterci sono sempre i familiari dei pazienti defunti, ai quali non viene profusa professionalità. Il problema però è nazionale, perché siamo in assenza di un interesse legislativo serio e profondo. Le poche regole regionali non vengono rispettate perché non esistono organi di vigilanza delle imprese che operano, e le cronache delle regioni vicine hanno già segnalato questo problema”. E ancora: “ Se in una camera mortuaria indirizzano sempre e solo in una direzione è ovvio che tolgono lavoro ad altri. Quello venuto alla luce dalle indagini dei carabinieri è un sistema che lavora sulla debolezza momentanea della famiglia , e il disorientamento che causa il lutto”.


 

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