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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca

Racket pompe funebri, Ausl: 'Azione criminale'

'L’azione preventiva si è dimostrata insufficiente, necessario ripensarla e rafforzarla'

"Fatti gravi, non tollerabili. Violati i regolamenti del S.Orsola e dell’Azienda Usl di Bologna". Così in un comunicato congiunto Policlinico S.Orsola – Azienda Usl di Bologna, dopo i 30 arresti dei Carabinieri i quali, con l'operazione "Mondo sepolto", ha smantellato un racket delle pompe funebri. 

Tra le persone coinvolte anche alcuni operatori sanitari: "Si tratta di fatti molto gravi e non tollerabili, soprattutto perché coinvolgono famiglie colpite da un evento luttuoso. Le Aziende stanno prestando la massima collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e, sul fronte delle responsabilità personali, hanno già avviato le procedure per la sospensione degli operatori tecnici (non infermieri) coinvolti nell’inchiesta. Le Aziende, in accordo con le indicazioni regionali - continua la nota - hanno da tempo regolamentato l’accesso alle camere mortuarie dei propri ospedali a garanzia della correttezza e trasparenza dei rapporti tra le famiglie, gli operatori sanitari e i rappresentanti delle imprese di onoranze funebri - ma - l’azione preventiva si è dimostrata, tuttavia, del tutto insufficiente a fronte di quella che si configura come una azione criminale particolarmente articolata e strutturata da parte delle imprese di onoranze funebri coinvolte. Alla luce di questo è pertanto evidente la necessità di ripensare e rafforzare le misure di prevenzione".

"Nessun infermiere coinvolto"

Lo segnala da Roma la Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi). "Ancora una volta- scrive in una nota Fnopi, alla quale si associa il presidente Opi Bologna Pietro Giurdanella- la professione è stata coinvolta erroneamente in notizie inerenti fatti inaccettabili, che violano prima ancora delle leggi il codice etico che guida il lavoro quotidiano degli infermieri. Si tratta, infatti, di comportamenti disgustosi, messi in atto verso i familiari nel momento di maggior sofferenza che fa seguito alla scomparsa di un proprio congiunto". Così si ribadisce "l'estraneità degli infermieri a questi episodi".
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L'operazione

Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna diretta dal procuratore capo Giuseppe Amato, emerge il profilo di una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio. 

Un sistema ampiamente rodato e consolidato nel tempo, strutturato su almeno tre livelli, adottato allo stesso modo, speculare, dai due consorzi al vertice: Rip Service Srl al Maggiore e Cif Srl al Sant'Orsola.

In alto i due capi, alla base gli infermieri corrotti e al centro i rappresentanti delle varie agenzie funebri coinvolte. Questi ultimi erano in pianta stabile presso le due camere mortuarie e fungevano da raccordo tra i capi e gli infermieri. 

Insomma, la base agiva e aveva l'incarico di agganciare i familiari dei defunti mettendoli in contatto con i referenti delle pompe funebri. Indicando espressamente quelle interessate come le più economiche, efficienti e rapide. 

Infermieri corrotti, dipendenti dell'Ausl, per cifre variabili tra i 200 ed i 350 euro per ogni “lavoro” fatto acquisire al gruppo. Le indagini di 'Mondo Sepolto' sono partite da un esposto a novembre 2017, portate avanti dal reparto operativo, dal nucleo investigativo e dalla Compagnia Bologna Centro del comando provinciale dei carabinieri di Bologna.

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