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Collettivi contro il Tecnopolo, blitz di protesta sul Ponte Stalingrado (imbrattato) | VIDEO

Bloccato momentaneamente il ponte: "La tecnologia sia bene collettivo"

"Non possiamo rimanere a guardare mentre tanta tecnologia, tanta innovazione non è nelle nostre mani, non è usata per noi, per il benessere collettivo". Così il Laboratorio Cybilla, collettivo vicino al CUA, ha scritto nella nota esplicativa circa l'azione dimostrativa che ha bloccato Ponte Stalingrado. Nella giornata di inaugurazione del Tecnopolo, a cui era presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i manifestanti hanno voluto ribadire l'importanza che la tecnologia ha, quotidianamente, nelle vite di tutti e tutte.

"In occasione dell'inaugurazione del tecnopolo di Bologna - continua il comunicato -, l’area destinata a diventare la Data Valley italiana ed europea e che sarà la casa di Leonardo, il più potente computer in Europa per potenza di calcolo e tra i primi cinque nel mondo e che è gia la dimora del Data centre europeo per il meteo Ecmwf, non possiamo rimanere a guardare. Ciò che sappiamo rispetto alla tecnologia è che si tratta non di un blocco monolitico di informazioni, di studi, di ricerche, non di un campo neautrale, quanto più di un terreno di lotta sul quale stiamo ancora giocando le nostre battaglie e di cui il tecnopolo è spazio politico di contesa. Sappiamo bene, infatti, come anche questo è uno strumento - la tecnologia - fin troppe volte utilizzato per disciplinare, per controllare, per reprimere e marginalizzare noi soggettività povere, migranti, sex workers, lgbtqiap+, rese visibili solo laddove l'algoritmo deicide che dobbiamo essere punite, solo laddove i data decretano la nostra espulsione, il nostro confinamento, la nostra negabilità o impiegato per portare avanti guerre in ogni dove, anch'esse funzionali al riprodursi degli stessi schemi e confini".

"Quello che urliamo oggi è infatti la pretesa che di questa scienza, di questa tecnica se ne faccia uso solo e soltanto per il bene collettivo, che data e calcolatori siano solo e soltanto mezzi per fuoriuscire dalle violenze, non per incarnarle, per darci la reale possiblità di essere umane oltre umane, non per ridurci a progenitrici. Per questo siamo cablate tra di noi, per questo blocchiamo i flussi in favore dei nostri flussi di energia di pretesa, di rabbia, per questo rimettiamo in evidenza il rosso della violenza che subiamo, ad un giorno dalla giornata internazionale contro la violenza maschile e dei generi. Per questo - si conclude la nota - scriviamo su dei computer che cosa vogliamo: reddito, autodeterminazione e tecnologie per il bene comune, per una salute transfemminista".

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