Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Porretta, donna muore di infarto, Bignami chiede chiarezza sull'intervento del 118 e Usl replica

Galeazzo Bignami chiede chiarezza sulla morte di una donna e le modalità di soccorso. Usl risponde agli articoli usciti: "Il soccorso in emergenza è stato tempestivo"

Il consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami ha depositato un esposto alla Procura di Bologna per fare chiarezza sulla vicenda di una donna morta di infarto nella notte fra venerdì e sabato "Mentre le automediche a disposizione erano impegnate in un parto gemellare prematuro". E' successo a Porretta Terme (dove lo scorso anno è stato chiuso il reparto maternità) e per la 68enne vittima dell'arresto cardiocircolatorio non c'è stato nulla da fare: il consigliere collega a questo episodio una situazione critica rispetto al servizio di emergenza.

Galeazzo Bignami, riportando la vicenda alla stampa ricostruisce che "Alle 4.30 di sabato un'automedica è partita da Marano di Gaggio Montano per un parto gemellare prematuro a Pioppe di Salvaro. Ad attenderla una ventenne alla ventisettesima settimana di gravidanza in procinto di partorire: la situazione richiede l'intervento di un'altra automedica che arriva da Sasso Marconi in pochi minuti. La ragazza partorisce i due neonati prematuri, e subito e' disposto il trasferimento alla terapia intensiva neonatale dell'ospedale Maggiore. Alle 5.17, in contemporanea al primo intervento, arriva alla centrale operativa una chiamata per un arresto cardiocircolatorio su una donna di 68 anni, a Porretta. L'ambulanza arriva in quattro minuti, ma non l'auto medica, visto che due mezzi stanno dando soccorso alla partoriente. A Porretta andra' la guardia medica che, pero', non puo' fare altro che constatare il decesso".

La Usl di Bologna replica alla nota facendo sapere che "Il soccorso in emergenza è stato tempestivo. L’ambulanza, dotata di tutte le tecnologie sanitarie necessarie per trattare casi di arresto cardiaco, è giunta sul luogo dell’intervento alle ore 5.26, otto minuti dopo la chiamata alla Centrale Operativa 118 (delle 5,18). Il 118, come da protocollo, ha inviato sul posto competenze infermieristiche specializzate, che hanno effettuato immediatamente tutte le manovre rianimatorie necessarie".

"Il personale infermieristico del 118 - precisa Ausl -è in grado di effettuare manovre rianimatorie di base ed avanzate. Tutti i protocolli di rianimazione cardiopolmonare, come quelli attuati anche in questa occasione, sono applicati sistematicamente dal personale infermieristico del sistema di emergenza, e in questo caso non si sarebbero giovati di un più precoce arrivo di personale medico".

In particolare, sono stati eseguiti - dettaglia l'Ausl - "ecg diagnostico per valutare la natura del problema cardiaco, che nel caso di infarto in atto in assenza di arresto cardiaco avrebbe immediatamente attivato la Cardiologia dell’Ospedale Maggiore, con teletrasmissione del tracciato; rianimazione cardiopolmonare con massaggio cardiaco esterno; valutazione della possibilità di defibrillazione, in questo caso purtroppo non indicata; somministrazione di terapia farmacologica (adrenalina) a sostegno dell’attività cardiaca; supporto alla funzione respiratoria, con ventilazione assistita in ossigeno. Le condizioni della signora, già all’arrivo dei soccorritori, erano purtroppo molto compromesse e nonostante tutte le manovre rianimatorie e le terapie (ossigenazione, farmaci di supporto e ventilazione tramite tubo laringeo), l’attività cardiaca non è mai ripresa".

Il contemporaneo impegno delle automediche, a seguito del parto a domicilio di due gemelli gravemente prematuri in corso a Marzabotto, "ha reso necessario che la Centrale 118 allertasse il medico della Continuità Assistenziale, giunto alle ore 5,59.
La particolarità del parto gemellare ha mostrato la capacità di risposta del sistema di emergenza 118 anche ad eventi molto critici e gravi, con l’invio di due auto mediche per due bambini prematuri gravi (27 settimane, peso inferiore al kilogrammo) e, in contemporanea, di una ambulanza con dotazione tecnologica e competenze infermieristiche in grado di garantire tutte la manovre previste per una rianimazione cardiopolmonare complessa e avanzata".

La decisione della Azienda, "dopo una attenta valutazione all’interno della CTSS di Bologna, di mantenere attiva la rete di emergenza nei territori della Valle del Reno e del Setta, con un numero di auto mediche e ambulanze maggiore rispetto ad altri territori, dovuto ad accordi precedenti con Società Autostrade e FFSS legati alle esigenze dei cantieri per la variante di valico e per l’alta velocità ha dimostrato, ancora una volta, la sua validità. L’attività delle automediche coinvolte nella gestione delle emergenze nella Valli del Reno e del Setta risulta, in media, nel corso degli ultimi tre anni attorno ad 1 intervento per ogni “postazione” nella fascia oraria notturna, quindi con possibilità di efficace copertura delle richieste di servizi prevedibili".

 

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