Cronaca

Lavori fermi ai portici di San Luca: "Con lockdown, andamento a singhiozzo"

Non solo Covid: una delle imprese che stanno restaurando da due anni il passaggio fino alla basilica versa in difficoltà finanziarie. Il fine lavori rischia di slittare al 2023

Da pochi mesi i portici sono ppatrimonio dell'umanità Unesco, ma uno dei suoi tratti più celebri rischia di non rivedre la luce del sole per almeno un altro anno. Si tratta del portico di San Luca, oggetto di una pluriennale opera di restauro (dopo un periodo di appelli alla raccolta fondi) interrotta però dall'insorgere del Covid.

I lavori però ora sono fermi. Una delle due aziende infatti in questo momento si trova in Tribunale per difficoltà finanziarie e da luglio il cantiere è fermo in attesa del pronunciamento del giudice.

Lo spiega alla 'Dire' l'ingegnere dell'Arcidiocesi Fabio Cristalli, responsabile unico dell'intervento di restauro e ripristino del portico monumentale, secondo il quale, però, "dovrebbe essere questione di qualche settimana" per veder sbloccare la situazione e far sì che possa subentrare un'altra azienda nell'Ati (associazione temporanea di imprese) costituita proprio per questo intervento.

"I lavori sono fermi da metà luglio -conferma l'ingegnere- ma non sono preoccupato di questo". Secondo il tecnico, infatti, si tratta solo di un breve stop per un "cantiere oggettivamente complesso" e per cui è nell'ordine delle cose che i tempi si allunghino, visto il duplice obiettivo di mettere in sicurezza e preservare il bene storico.

Per questo, è fisiologico che "i beni tutelati sono legati alla progettazione in corso d'opera" a seconda della situazione che si presenta. La vicenda dell'azienda però "ha inciso il giusto" sull'andamento dei lavori. È solo l'ultimo episodio di un "accavallamento di situazioni che hanno portato a un rallentamento", primo tra tutti il Covid.

I lavori del cantiere lungo il Portico di San Luca, infatti, partiti ufficialmente a luglio 2019, sono iniziati "realmente" a dicembre di quell'anno, pochi mesi prima dello scoppio della pandemia. Da lì, l'andamento a singhiozzo.

Durante il lockdown infatti non potevano essere effettuati i sopralluoghi necessari da parte della Sovrintendenza, e a maggio 2020, dopo le prime aperture post lockdown, "c'era talmente tanta gente che abbiamo dovuto ri-sospendere i lavori per evitare assembramenti" vista la composizione del cantiere, che prevede il passaggio tra le impalcature sotto il portico con spazi ristretti.

Quindi una nuova sospensione fino all'autunno, per poi riprendere e di nuovo stop nel corso dell'estate di quest'anno a causa delle difficoltà di una delle due aziende che compongono l'Ati. Fino a questo momento, spiega Cristalli, i lavori sulla parte strutturale, quelli "meno visibili", sono "andati avanti, come gli interventi antisismici, sui pavimenti, sulle canaline, nei sottotetti e nei retroportici" delle abitazioni private che lambiscono il monumento.

La "cosa importante è che in primavera è stata tracciata la strada con cui sono state definite le modalità di restauro". Secondo l'ingegnere, il Covid ha fatto slittare di "un anno, un anno e mezzo almeno, sicuro" l'avanzamento dei lavori e che comunque anche senza la pandemia la data indicata di fine lavori, dicembre 2020, difficilmente sarebbe stata raggiunta, per via del tipo di intervento particolarmente complesso.

È infatti la "prima volta nella storia recente che viene effettuato un lavoro unitario su tutto il portico e non su punti specifici", per cui presumibilmente "si avranno le idee chiare sullo stato del cantiere a fine 2023", per capire se serviranno altri interventi o se si riusciranno a concludere. Ma, ricorda ancora una volta Cristalli, "le previsioni per beni tutelati sono legati alla progettazione in corso d'opera".

Il tecnico ricorda anche la vicenda del sisma del 2012 in Emilia-Romagna, per cui sempre per l'Arcidiocesi di Bologna ha coordinato il ripristino di circa 150 edifici, per i quali molti sono stati ultimati ma per altri "ci vorrà ancora qualche anno", sia per le tempistiche dei finanziamenti sia per la tipologia di intervento.

I lavori sul portico monumentale di San Luca sono partiti con un doppio finanziamento per un importo complessivo superiore ai 4,3 milioni di euro e riguardano tutta l'estensione del portico dall'arco del Meloncello fino alla Basilica di San Luca, per interventi sui 342 archi e circa 1,7 km di lunghezza, con un cantiere 'mobile' che si sposta verso l'alto di tratto in tratto. Cantiere al momento fermo a mezza via, in attesa appunto del pronunciamento del tribunale sull'istanza di fallimento di una delle due aziende.
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lavori fermi ai portici di San Luca: "Con lockdown, andamento a singhiozzo"

BolognaToday è in caricamento