Isolamento e quarantena, Ausl: "Siamo oberati. I numeri della seconda ondata ci hanno costretto a cambiare"

Intervista a Paolo Pandolfi, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Ausl Bologna, che spiega cosa è cambiato rispetto alla prima ondata e chiarisce alcuni aspetti che generano parecchi interrogativi nella cittadinanza

"Quella bolognese è una comunità attenta, solo in questo modo si è evitata la crescita esponenziale dei contagi". A dirlo a Bologna Today Paolo Pandolfi, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Ausl Bologna al quale abbiamo chiesto di chiarire gli aspetti dell'isolamento e della quarantena, dopo lametele e segnalazioni arrivate in redazione di cittadini che non sanno come districarsi tra la burocrazia e come comportarsi. 

"Innanzitutto chiariamo ancora una volta la differenza tra isolamento e quarantena: il primo riguarda i positivi al covid, la seconda le persone che sono entrate in contatto con un positivo" ha detto Pandolfi. 

Alcuni cittadini lamentano di sentirsi trascurati: "La seconda ondata ci ha fatto modificare l'approccio di marzo, quando riuscivamo anche a chiamare le persone sotto sorveglianza tutti i giorni". Ora sottolinea Pandolfi "con numeri così elevati non riusciamo più, siamo oberati, ma cerchiamo di farlo a inizio sorveglianza, a metà e alla fine". 

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Quando inizia e quando finisce l'isolamento?

"Ha inizio e fine quando lo stabilisce il Dipartimento di sanità Pubblica con un atto formale via mail, sottoposto a controllo delle Prefetture. Il decreto del 12 ottobre ha apportato alcune modifiche: per i positivi - asintomatici - l'isolamento dura 10 giorni se il tampone, alla fine dell'isolamento, è negativo". 

Per i sintomatici l'isolamento "dura 10 giorni, se dopo tre giorni senza sintomi il tamponi è negativo".

Quando si può uscire?

"Chi non presenta più sintomi, anche se continua a essere positivo al tampone, da una settimana, al 21° giorno è libero dall'isolamento senza effettuare un nuovo tampone, a patto che il medico curante attesti che il paziente non presenta sintomi da almeno 7 giorni".

Non è pericoloso? "Se si è positivi, con tale modalità, è stato riscontrato che non c'è rischio di contagio". 

E per chi è venuto a contatto con una persona positiva? Come funziona la quarantena? 

Per i cosiddetti contatti stretti*, ovvero per chi è entrato in contatto con un caso accertato, "il periodo di quarantena è di 10 giorni con tampone negativo effettuato il decimo giorno", oppure "di 14 giorni a partire dall’ultimo contatto". 

Nella circolare del Ministero della Salute si raccomanda di eseguire il tampone a fine quarantena alle persone che vivono o entrano in contatto con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze.

Non sono previsti invece quarantena e test se non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato, a meno che il contatto stretto del caso positivo non risulti successivamente positivo ad eventuali test o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità. 

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Come si comportano i bolognesi?

"I bolognesi - temina Pandolfi - sono attenti alla comunità e chiediamo loro di mantenere la consapevolezza, rispetto al rischio, che c'è ed è reale, è un sacrificio che chiediamo a una cittadinanza sensibile". 

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Cosa si intende per contatto stretto*

Come riferisce Auls Bologna, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) definisce contatto stretto:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
  • un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
  • una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.

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