Positivo al coronavirus, vìola la quarantena e va in azienda

L'uomo, un imprenditore 62enne, è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Molinella e ricondotto in isolamento domiciliare. Il sindaco sui social: "Non è un untore"

Un imprenditore di Molinella è stato denunciato dai carabinieri perché, positivo al coronavirus, ha violato la quarantena domiciliare. 

È successo nei giorni scorsi quando l'uomo, un 62enne italiano in quarantena obbligatoria dal 4 luglio, è stato visto aggirarsi nella sua azienda. Individuato dai carabinieri, l'imprenditore è stato denunciato e ricondotto a casa per proseguire l’isolamento e limitare la diffusione del coronavirus.

Secondo la normativa per il contenimento dell'epidemia: "È fatto divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora alle persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata".

Il sindaco: "Leggerezza, non è untore"

Il sindaco della cittadina in provincia di Bologna, Dario Mantovani, invita a non infierire sull'uomo, il 62enne sorpreso dai carabinieri nella sua azienda nonostante fosse in quarantena in quanto positivo al coronavirus. "Durante il periodo di lockdown mi sono sempre adoperato assieme alla macchina comunale per il rispetto delle regole, anche quando molto dure e alle volte contraddittorie", premette Mantovani, commentando il fatto sui social.

Tuttavia "non mi piace il tiro al piccione e tendo sempre più spesso a solidarizzare con il piccione, e non con chi spara: l'imprenditore che a Molinella ha violato le regole di quarantena uscendo di casa in quanto positivo al CoV-Sars-2, in base alle mie informazioni, non è né un untore né un appestato".

"Trattasi di persona che - precisa il sindaco - asintomatica da mesi, senza incontrare nessuno e in perfetta solitudine è andata a vedere la movimentazione di due mezzi in aperta campagna nella sua attività". "Ha sbagliato? Sì. Ha fatto una leggerezza? Sì. Pagherà le conseguenze? Probabilmente sì. Ma qui mi fermerei - conclude il primo cittadino - invitando tutti a cercare la misura quando si parla di persone, che al netto di un errore, hanno una coscienza, una credibilità riconosciuta e una famiglia. Bona lè".

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