Covid e seconda ondata: ospedali bolognesi sempre più sotto pressione

Sempre più difficile mantenere i servizi ordinari in funzione, accanto all'emergenza Covid

Gode ancora di un po' di spazio di manovra la sanità bolognese per gestire la seconda ondata dell'emergenza covid. Ma è un margine che si assottiglia ogni giorno di più.

Il problema in realtà, come si spiega dalle parti del Policlinico Sant'Orsola, non è tanto trovare nuovi letti per i pazienti positivi, critici o no, quanto riuscire a garantire posti e spazi per continuare anche con le attività ordinarie non legate ai ricoveri per coronavirus.

Lo stesso conteggio dei posti liberi per i pazienti positivi è un calcolo che cambia di ora in ora. Proprio al Sant'Orsola ad oggi per la degenza ordinaria covid sono a disposizione 110 posti letto distribuiti nei padiglioni 25, 15, 5 e 6, tutti interamente dedicati al coronavirus, di cui 104 occupati. In area critica, ossia terapia intensiva e sub intensiva, sono invece 50 i posti letto attivati nei padiglioni 25 e 15, di cui 44 occupati, a cui oggi stesso se ne dovrebbero aggiungere altri 13. Entro novembre inoltre si aggiungeranno altri 19 letti di degenza ordinaria covid.

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Per quanto riguarda l'Ausl di Bologna, invece, sono ad oggi 383 i posti letto covid a disposizione di cui 368 gia' occupati. Quindi liberi in tutto sono 15.

In particolare, di area critica sono 43 i letti con 39 pazienti ricoverati: 34 sono all'hub attivato all'ospedale Maggiore e nove a Bentivoglio, che è stato trasformato in struttura interamente dedicata al covid (è rimasta solo la Maternità). Altri posti sono messi a disposizione dal privato convenzionato: 49 letti all'ospedale Santa Viola; 20 a Villa Erbosa; 30 a Villa Nobili a Castiglione dei Pepoli. Nei prossimi giorni, però, dovrebbero aggiungersi altri spazi sempre resi disponibili dai privati.

Oltre al covid-hospital di Bentivoglio, ad oggi sono tre i piani dell'ospedale Maggiore di Bologna dedicati ai ricoveri per la pandemia, in aggiunta all'hub della terapia intensiva. Ci sono inoltre 14 posti all'ospedale di San Giovanni in Persiceto, dove l'attività chirurgica è stata sospesa, così come a Budrio, dove però non sono previsti al momento letti covid.

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Un piano è riservato ai pazienti covid anche all'ospedale di Bazzano e un reparto è stato arrivato pure a Vergato. Non ancora toccato dalla riconversione è infine il Bellaria, che nella prima ondata fu invece trasformato in covid hospital.

Rispetto alla primavera scorsa, l'obiettivo dell'Ausl di Bologna in questa seconda emergenza è evitare chiusure complessive delle strutture per continuare a garantire anche l'attività ordinaria, oltre al covid. (San/ Dire)

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