Povertà e reddito, la Regione vara il prestito di emergenza

Un prestito finalizzato all'acquisto di beni o servizi necessari al soddisfacimento di bisogni primari e deve essere restituito al massimo in cinque anni

In Emilia-Romagna arriva il microcredito d'emergenza, un prestito fino a 10mila euro destinato alle persone più in difficoltà. La proposta, portata avanti dal consigliere regionale Pd e fondatore di Avvocato di strada Antonio Mumolo, è stata approvata oggi dalla commissione Politiche sociali della Regione, con i voti della maggioranza e l'astensione del Movimento 5 stelle e del centrodestra.

"La misura- spiega Mumolo in una nota- è rivolta a persone fisiche che si trovino in condizione di particolare vulnerabilità economica o sociale a causa di uno stato di disoccupazione, della sospensione o riduzione dell'orario di lavoro per cause non dipendenti dalla propria volontà, o ancora per il sopraggiungere di condizioni di non autosufficienza propria o di un familiare, per significativa contrazione del reddito o per l'aumento delle spese non derogabili".

Questi soggetti, sottolinea il democratico, "che per la loro vulnerabilità sociale ed economica sono normalmente esclusi dai canali commerciali di credito, potranno accedere al microcredito d'emergenza che consiste in un prestito finanziario di modesta entità che non può eccedere i 10mila euro.

Un prestito finalizzato all'acquisto di beni o servizi necessari al soddisfacimento di bisogni primari e deve essere restituito al massimo in cinque anni". Se il progetto di legge come tutto lascia pensare avrà l'ok definitivo, la Regione è pronta mettere in campo 250mila euro per il 2019.

L'erogazione del finanziamento, spiega ancora la nota, sarà affidata a un gestore, "scelto con procedura ad evidenza pubblica, sulla base del criterio della presenza diffusa di sportelli bancari sul territorio".

Saranno coinvolti anche soggetti del terzo settore che operano nel territorio, afferma ancora Mumolo, in accordo con i servizi sociali del comune di riferimento, "per far sì che il progetto di inclusione proposto dal gestore erogante risponda alle reali esigenze dei beneficiari. La Regione Emilia- Romagna dimostra, con questo progetto, il suo impegno quotidiano per non lasciare nessuno e nessuna indietro".

In commissione il relatore Mumolo ha riposto ai dubbi dei colleghi. Fabio Callori (Fdi) chiede se il fondo "sarà gestito a livello locale o regionale", invitando a tenere in considerazione, per la massima efficacia della misura, "la diffusione capillare sul territorio delle banche cui rivolgere istanza per il prestito". Mumolo spiefa che, una volta creato il fondo, la Regione emanerà un bando per individuare gli istituti di credito interessati "proprio sulla base del criterio della presenza diffusa sul territorio".

Il forzista Andrea Galli critica invece "la scarsa capienza del fondo", sollecitando il Pd a prevedere un'adeguata dotazione finanziaria se non si vuole che "la legge rimanga un provvedimento manifesto". Mumolo replica che si tratta di fondo rotativo, quindi soggetto a essere implementato in modo costante mediante le somme restituite. "Qualora risultasse insufficiente- conclude il relatore- la dotazione del fondo sarà ampliata".

Daniele Marchetti della Lega, infine, sottolinea come il progetto di legge, pur muovendo da principi e finalità condivisibili, contenga "aspetti tecnici che la Lega intende ulteriormente approfondire". (Bil/ Dire)

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