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All'Arci Benassi un pranzo d'asporto solidale nel nome di 'Napoleone' | VIDEO

Il tradizionale pranzo dedicato allo storico ristoratore Ezio Neri nel quartiere Savena

 

Un pranzo solidale nel nome di Ezio Neri, noto a tutti come Napoleone, che quest’anno si è trasformato in un pranzo d'asporto a causa delle restrizioni covid. "Solidarietà", questo il nome dell'iniziativa che si è tenuta al Circolo Arci Benassi, luogo carissimo allo storico ristoratore, organizzata proprio dal circolo insieme con le Cucine Popolari e la Caritas.

"È un modo di rimanere vicini a chi viveva già in condizioni precarie prima della pandemia, un modo di ricordare la figura straordinaria dell’amico Napoleone. Bologna ha un cuore grande, proprio come quello di Ezio", ha detto Roberto Morgantini delle Cucine Popolari, suo caro amico.

"Ci sono gesti, iniziative e idee alle quali è difficile rinunciare, per le quali – personalmente – ho tanta nostalgia e tanti ricordi. Ma sappiamo bene che il tempo che stiamo vivendo è un tempo strano, è un’epoca che segnerà la storia dell’umanità per la drammaticità con la quale si è scaraventata addosso spargendo morte e disperazione, economica e sociale. Tutto quanto era nelle nostre aspettative è stato bruscamente trasformato, annullato, riletto. Tuttavia, la volontà che ci spinge ad andare avanti a non arrenderci, non la si può fermare, si può solo adattare alle nuove regole, necessarie per arginare nella speranza di sconfiggerlo -  quanto prima - questo maledetto Covid 19. Così, in questi giorni difficili, ritornano alla memoria le tante iniziative che ormai da anni erano diventate parte della tradizione della Solidarietà bolognese. E ritorna in mente un amico, un compagno di quelli che speri e credi non dovranno mai abbandonare questa terra perché speciali, perché il loro cuore è così grande che non immagini si possa fermare. Eppure a Ezio qualche anno fa si è fermato, ma è rimasto vivo nella memoria di chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo".

"Ezio Neri, per tutti conosciuto come Napoleone, è stato un personaggio che, per chi vive a Bologna, rappresentava la cultura e la propensione di questa città all’accoglienza, all’inclusione. Napoleone, con il suo foulard rosso al collo, segno indistinguibile di “appartenenza” a quei valori a quelle passioni che davano corpo alle nostre Idee di giustizia e di libertà, era le faccia bella di Bologna, la sua osteria era un luogo di tradizione culinaria e di ospitalità. Da anni Napoleone, con la complicità e la piena adesione del nostro amico comune Lucio Dalla, ogni anno apriva le porte del suo locale per condividere le prelibatezze della sua cucina con i meno fortunati della città, con i senza fissa dimora declamati dal cantautore nella sua Piazza Grande. Era un giorno di festa per tutti, e la gioia di Napoleone era leggibile nel suo sorriso che si allargava riempiendo tutto il ristorante. Mi manca Ezio, mi mancano le nostre chiacchierate e le sue telefonate quando, una volta andato in pensione, rivendicava il bisogno di mantenere aperta quella tradizione quel momento al quale non sapeva rinunciare".

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