Cronaca Centro Storico / Via del Pratello

Via del Pratello: "Impossibile dormire fra cori, urla e schiamazzi notturni"

Il Comitato Al Crusel Pratello-Pietralata-San Francesco,attraverso Vincenzo Corvaglia: "Inquinamento acustico fino a 75 decibel, quando il limite massimo di legge è di 55 dB"

Quando si parla di degrado, di impossibilità dei cittadini di godere del diritto al riposo nelle ore notturne e del presidio, di ordine pubblico, rispetto delle regole e sanzioni, spesso ci si limita a far riferimento alla zona universitaria, alla problematica via Petroni e alle vicende ormai note di Piazza Verdi, dove a suon di striscioni e proteste i comitati fanno sentire la loro voce e i gestori dei locali si difendono mettendo in cima alla lista il loro impegno e la loro fatica nel far quadrare i conti. Ma le zone in cui ogni notte si consumano piccole liti, discussioni e le case dalle quali partono le chiamate alle forze dell'ordine sono tante. Il Comitato Al Crusel Pratello-Pietralata-San Francesco, che  si interessa delle problematiche della zona Pratello (altro storico centro della movida bolognese) per esempio di cose da dire ne avrebbe parecchie: abbiamo fatto una chiacchierata con Vincenzo Corvaglia.  (Segnalazioni dei cittadini anche da VIA OBERDAN, VIA DEL BORGO DI SAN PIETRO e VIA DEL GUASTO).

Quali sono le problematiche di zona?
Come Zona Pratello intederemo tutta l'area compresa tra San Felice e Sant'Isaia, cioè, oltre a Via del Pratello, anche Piazza San Francesco, Via dei Marchi, Via Pietralata, Via San Rocco. La cosa più significativa dell'area è che durante le ore diurne la qualità della vita è ottima per tutti i residenti anche grazie al fatto che la zona è per buona parte “pedonalizzata” o comunque poco trafficata dalle auto. Le problematiche si manifestano durante l'orario serale e notturno, quando si riversano nella strada le migliaia di frequentatori dei locali notturni il cui numero, fra l'altro, aumenta di anno in anno. L'assenza di controlli da parte della Polizia Municipale, che sia di tipo programmato, occasionale  o su richiesta dei cittadini,  è totale. La conseguenza è che a partire dall'orario dell'aperitivo fino all'alba, davanti a molti locali si assembrano centinaia di persone che sono assolutamente disinteressate al fatto che sopra di loro ci sono famiglie e persone che hanno bisogno di dormire o comunque di fruire del loro diritto al riposo e alla quiete notturna. Anche quando non ci sono cori, urla o schiamazzi con strumenti di vario tipo (anche amplificati), la sola sommatoria del normale vociare delle centinaia di persone assembrate davanti ad ogni locale porta il livello di inquinamento acustico fino a 75 decibel, quando il limite massimo di legge è di 55 dB. Una situazione assolutamente illegale certificata  da numerosi rilievi fatti negli ultimi anni,  oltre che da tecnici giuridicamente competenti anche dall' ARPA.

Il sindaco è informato dei dati di questi rilievi ma non ha mai fatto niente per porre rimedio. É importante comunque segnalare come la situazione oltre a generare un livello di rumore al di fuori dei termini di legge produce una serie di ricadute che rendono la vita dei residenti ancora più difficile: oltre alla difficoltà, se non impossibilità, ad attraversare i portici in corrispondenza di molti locali a causa del fitto assembramento di clienti, ci sono  aree letteralmente trasformate in latrine, è senz'altro il caso di citare Via pietralata nel punto in cui incrocia via del Pratello, l'inizio di via San Rocco e infine Piazza San Franceso e via dei Marchi.

Quali i punti più critici per lo schiamazzo/rumore notturno?
Gli schiamazzi notturni sono concentrati soprattutto in corrispondenza di molti locali notturni. Sono tanti, giusto per indicare quelli più critici e storici: Piazza San Francesco,  N. 22, N.44, incrocio Pratello-Pietralata, N.96.

Quali secondo lei le possibili soluzioni al problema?
Da molti anni il comitato Al Crusel Pratello-Pietralata oltre a denunciare i disagi dei residenti rispetto alla conseguenze della frenetica e incontrollata frequentazione notturna della strada propone soluzioni e indicazioni che purtroppo non vengono mai prese in considerazione.
Chiediamo sicuramente più controlli con l'impegno a sanzionare tutti quei gestori che non si impegnano a far rispettare l'obbligo di non far stazionare la  clientela davanti al proprio locale. Chiediamo che chi non è in grado di mantenere l'area davanti al proprio locale sgombra dalla clientela sia sanzionato con chiusura anticipata dell'attività, a mezzanotte o l'una. Questo sarebbe il deterrente più efficace per spingere i gestori ad un maggiore impegno a tutela dei residenti, purtroppo il sindaco si trincera dietro l'affermazione che con la liberalizzazione degli orari questo non sia possibile. La cosa è però smentita dal fatto che la legge prevede invece la possibilità per il sindaco, quando sono in ballo la sicurezza e la salute pubblica, di intervenire in tutti i modi possibili compreso anche quello degli orari dei pubblici esercizi. In coda proponiamo l'analisi dell'argomento fatta da un costituzionalista (materiale fornitoci da un comitato fiorentino di cittadini con problemi analoghi ai residenti nell'area del Pratello).
Da sempre chiediamo all'amministrazione di non concedere autorizzazioni a manifestazioni di strada nell'area, cercando invece privilegiare aree, anche all'interno del quartiere, che potrebbero trarre beneficio da una, pur occasionale, maggiore frequentazione, ma purtroppo con la bella stagione ci ritroviamo di fronte ad una miriade di manifestazioni serali di vario genere con concerti in strada e grande richiamo di frequentatori che non fanno altro che esasperare una situazione gia  all'estremo della sopportazione. E bisogna dire anche che molto spesso Comune e Quartiere oltre a dare la concessione delle strade danno anche il patrocinio.
•  Riteniamo che l'amministrazione dovrebbe ridurre l'orario di apertura dei dehors o comunque che vengano presi provvedimenti affinchè l'inquinamento acustico prodotto sia ridimensionato. A tal senso sarebbe indispensabile che il dehors venisse revocato qualora il livello del rumore prodotto in quell'area fosse superiore a quello consentito dalla legge negli orari notturni.

Esiste un dialogo fra voi residenti e i locali/gli avventori?
Non esiste alcun dialogo poiché l'interesse dei gestori dei locali è solo quello di incrementare il più possibile i loro guadagni e sfruttare commercialmente la strada. Troppo spesso ci siamo sentiti dire che dovevamo cambiare casa se non ci andava bene la situazione. Alcuni infatti sono scappati, ma molti ancora resistono perchè abitano qui da una vita e non hanno certamente voglia di farsi sottomettere dagli interessi economici della lobby di baristi e osti anche se molto protetta e coccolata dalla politica cittadina. Ci siamo sempre rivolti alle istituzioni  ritenendo che sia compito loro tutelare un diritto fondamentale come quello di poter fruire dignitosamente della propria abitazione. Comunque al di là di appendere un cartello in cui si prega i clienti di non urlare dopo mezzanotte l'impegno dei gestori verso i residenti è praticamente nullo.  A livello personale posso dire che, soprattutto durante l'estate, mi capita spesso di dover scendere  per strada per chiedere a gente seduta all'interno di un dehors (quindi un'area di stretta pertinenza del locale) di smettere di fare cori o urlare. Il disinteresse da parte dei gestori è totale. Anche comprensibile vista la totale assenza sul territorio di chi dovrebbe tutelare per legge i cittadini.

In che modo il "Pratello" è diverso da tutti gli altri quartieri di Bologna?
Penso possa valere quanto scritto al primo punto.



 

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