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Prati di caprara, comitato invita Merola a confronto pubblico in piazza Verdi

L'invito è per l'incontro in programma il prossimo 23 settembre alle 19 in piazza Verdi nell'ambito delle iniziative di 'Piazza Verdi village'

Il comitato dei Prati di Caprara 'sfida' il sindaco di Bologna, Virginio Merola, a un confronto pubblico sul destino dell'ex area militare: il gruppo di cittadini e associazioni ha scritto una lettera aperta a Merola, e per conoscenza anche al governatore Stefano Bonaccini, per invitare il sindaco e l'amministrazione all'incontro in programma il prossimo 23 settembre alle 19 in piazza Verdi.

Nell'ambito delle iniziative di 'Piazza Verdi village', infatti, il comitato per quel giorno ha "riunito varie associazioni ambientali, quali Legambiente e Wwf, e cittadini da tutta Italia che si occupano della difesa e della gestione di aree analoghe ai Prati di Caprara. A dimostrazione di come il verde spontaneo rappresenti a tutti gli effetti un bene da salvaguardare analogamente, se non di più, a tutti gli altri tipi di aree verdi della città".

Nella missiva, il comitato 'Rigenerazione no Speculazione' fa riferimento anche a un altro incontro, previsto sempre a settembre sul futuro dei Prati di Caprara: quello tra Comune e Invimit, il fondo del ministero dell'Economia proprietario dell'area. Un vertice "rispetto ai cui esiti esprimiamo una grande preoccupazione", afferma il comitato, che ricorda le "oltre 9.100 firme di cittadini" raccolte in calce alla petizione che chiede di salvare i Prati di Caprara.

Il comitato cita ancora una volta l'esito dell'istruttoria pubblica a Palazzo D'Accursio e il documento approvato in Consiglio comunale, che impegna la Giunta "a rivedere le quantità edilizie previste" per l'area. Nel master plan, però, le previsioni edificatorie sono state diminuite "di appena il 6,6%", ovvero da 18,2 a 17 ettari sui 47 complessivi.

Questa soluzione - afferma il comitato dei Prati di Caprara - lascerebbe praticamente inalterata la quantità di alloggi realizzabili in una zona di cui si è già dimostrata la grande delicatezza dal punto di vista urbanistico-territoriale e che è, tra l'altro, limitrofa ad altre previsioni urbanistiche come quelle dello scalo Ravone". A questo si aggiunge il richiamo del presidente di Invimit, sulla necessità di "valorizzare l'area dal punto di vista immobiliare e speculativo".

Per questo, insiste il comitato, "al netto di molte considerazioni rispetto alla politica urbanistica drammaticamente sbagliata intrapresa fino ad oggi dal Comune, nella sua veste di sindaco dovrebbe dare un chiaro segnale ai cittadini su quali siano le reali priorità". Secondo il comitato, la precedenza va data a "provvedimenti concreti contro il cambiamento climatico e l'inquinamento atmosferico. L'agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile e la dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale da parte della Regione vanno in questa direzione".

Il Comune di Bologna, invece, "in direzione contraria a tutto ciò", prevede di tagliare migliaia di alberi ai Prati di Caprara. Con la scusa magari delle bonifiche belliche che, come hanno dimostrato esperti di valore e lo stesso Genio militare, non servono se non nel caso di scavi profondi finalizzati alla realizzazione di fondazioni di edifici e cantieri associati". Secondo il comitato, in conclusione, "mantenere il bosco urbano di Prati di Caprara è una scelta indispensabile per una nuova politica che metta finalmente in primo piano la salute dei cittadini". (Dire)

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