Chiesa e pedofilia, nelle parrocchie emiliane 'sorveglianti' contro abusi

I vescovi dell'Emilia Romagna annunciano la formazione di referenti in ogni parrocchia per "formazione e prevenzione per la tutela dei minori"

"Abbiamo già predisposto un percorso di formazione che permetterà di avere in ogni diocesi alcune persone, quasi tutti laici e laiche, che potranno essere referenti e promotori dei cammini diocesani di formazione e prevenzione per la tutela dei minori". A scriverlo sono i vescovi dell'Emilia-Romagna.

Un giro di vite, che arriva dopo gli ultimi casi emersi di molestie sui minori da parte di sacerdoti in Italia e, soprattutto, dopo gli attacchi a Papa Francesco dell'ex nunzio apostolico Carlo Viganò, che ha accusato il Pontefice di aver coperto gli abusi dell'ex arcivescovo di Washington, Theodore Edgar McCarrick.

Zuppi col Papa: 'Lettera sofferta, lontana anni luce da tutte queste polemiche'

I vescovi dell'Emilia-Romagna accorrono prima di tutto in difesa di Bergoglio. "Condividiamo la grande preoccupazione e il dolore espresso da Papa Francesco con la 'Lettera al Popolo di Dio'- scrivono- sofferto invito a una conversione personale e comunitaria, che vi invitiamo a leggere e meditare nelle parrocchie, nei consigli pastorali e nei gruppi di famiglie. Egli ci chiede di soffrire insieme a tutto il corpo per aiutarlo".

Nella nota, i vescovi dell'Emilia-Romagna mettono in chiaro che "l'impegno a combattere gli abusi sui minori e sulle persone vulnerabili, sia di potere che sulla coscienza che sessuali, da parte di chierici o di laici nella Chiesa, nella società e nelle famiglie, ci deve vedere uniti. Uniti nella preghiera e nella penitenza, perché le sofferenze delle vittime, che non si cancelleranno, siano condivise e non si ripetano. Perché il male non sia più nascosto, ma opportunamente denunciato. Perché il perdono e la guarigione dalle ferite, che pure invochiamo da Dio, con la riparazione del danno, non siano un alibi, ma stimolo a mettere in atto una conversione di tutta la comunità cristiana e della società civile, perché si prendano le misure educative e operative per una prevenzione ampia ed efficace".

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I vescovi dell'Emilia-Romagna lo dicono chiaro e tondo. "Nessuno deve essere coperto o giustificato, qualsiasi ruolo svolga- affermano- il bene dei minori e dei più deboli deve stare sopra a tutto. Molto dipenderà dai genitori, dagli educatori, dagli insegnanti, dai sacerdoti e dai catechisti: la cura, la protezione, la vigilanza, la formazione propria e dei ragazzi o degli adolescenti, deve creare ambienti e atteggiamenti di vera tutela e deve portare i minori a imparare a difendersi, a reagire, trovando adulti accoglienti e pronti ad ascoltarli e a intervenire". (Dire)

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