Sara, in tribunale con il velo muslim: "Se faccio notizia, significa che siamo ancora indietro"

Ha 31 anni e ha superato l'esame per diventare avvocato: "Un anno fa una mia collega è stata allontanata dall'aula per il velo. Io ho avuto un problema con un professore"

Sara ha 31 anni e sarà primo avvocato con il velo della nostra città. La Comunità Islamica di Bologna si è detta orgogliosa del traguardo tagliato da questa giovane musulmana, esempio di donna istruita, colta, emancipata, mamma e lavoratrice. Oltre alla toga infatti Sara Mourchid ha anche delle importanti responsabilità nel privato: un marito e un bambino di due anni, che però non ostacolano affatto la sua determinazione nel voler lavorare a favore dei diritti. 

Sara, da quanto tempo porti il velo? Indossarlo è stata una tua decisione?  «Lo porto da quattro anni e, certamente, è stata una mia liberissima scelta». 

Cosa ha comportato nei tuoi percorsi di formazione e di tirocinio la presenza del copricapo musulmano? Diffidenza, episodi di discriminazione? «Non c'è ancora l'abitudine al velo e finché non sarà la normalità sguardi e atteggiamenti di un certo tipo ce ne saranno sempre. Non ci dimentichiamo quello che è accaduto nel gennaio del 2018 ad Asmae, una praticante come me che è stata fatta allontanare dall'aula di tribunale proprio qui a Bologna perchè indossava il velo.

Io per esempio ho avuto un problema durante la discussione della tesi, quando un professore della commissione esterna, visto che parlavamo della costituzione tunisina, mi ha chiesto se avrebbero fatto erigere la basilica di San Pietro a Tunisi. Da qui una serie di considerazioni sulle moschee e uno spiacevole confronto. Alcuni fanno delle gaffe, ma spesso io la prendo con il mio senso dell'umorismo: come quando mi scambiano automaticamente per la mediatrice...». 

E invece sei un avvocato...«In realtà, non sono ancora iscritta all'Albo, ma ho superato l’esame di Stato per conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione forense». 

Quando hai deciso che avresti fatto l'avvocato? La tua famiglia ti ha incoraggiata? «L'ho deciso quando ho scelto di proseguire gli studi e tutta la mia famiglia mi ha appoggiata». 

Riesci ad immaginare una causa che vorresti seguire e vincere? «Tengo molto al tema dell'accoglienza ed è su questo che vorrei lavorare, come poi sto già facendo per la cooperativa con cui collaboro. In particolare vorrei battermi per i diritti e lanciare messaggi ben diversi da quelli che vengono dalla politica. Più che il pregiudizio del velo poi, credo si debba ancora lavorare su quello della donna lavoratrice...». 

Per la Comunità Islamica di Bologna rappresenti un esempio: che messaggio vorresti passasse attraverso la tua esperienza? «Sono molto grata alla mia comunità per come ha gioito come me »

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