Primo Marzo, immigrati in piazza: 'Move parade' intorno al centro

Comitato migranti per il 3° anno tinge di giallo le nostre piazze in una giornata di 'sciopero' nazionale, tra presidi, cortei, rivendicazioni e musica

Giornata immigrati Primo marzo 2010 a Bologna

Domani il Coordinamento migranti torna in piazza: Presidi, cortei, dibattiti, convegni, flash-mob, iniziative di sensibilizzazione e musica: sono molte le iniziative del popolo meticcio che per la terza volta si appresta a tingere di giallo le piazze italiane del Primo marzo, per rivendicare i loro diritti e mostrare cosa sarebbe la nostra economia senza il lavoro degli stranieri.

INIZIATIVE A BOLOGNA.  Tutte le piazze italiane saranno protagoniste della manifestazione. Il programma bolognese prevede una parata che attraverserà il centro fino a piazza Maggiore e un concerto da pomeriggio a sera, per chiedere "un vero ius soli" che significhi cittadinanza per chi è nato in Italia, indipendentemente dal permesso di soggiorno dei propri genitori o dalla permanenza nel territorio nazionale. Così per il terzo anno consecutivo gli immigrati sono pronti alla loro giornata di 'sciopero' per sostenere il sì alla cittadinanza alle seconde generazioni e il no alla legge Bossi-Fini e ai Cie. "Di fronte a chi si preoccupa per i costi di gestione dei Cie, noi siamo preoccupati perché esistono ancora i Cie - ha scandito Giorgio che fa parte del Coordinamento - e crediamo che debbano essere cancellati in toto e chiusi". Non a caso lo slogan della giornata sarà 'Lasciateci uscire e chiudete i Cie immediatamente dopo'.
 Il corteo, ribattezzato 'Move parade', partirà da piazza dell'Unità verso le 9 per concludersi più tardi in piazza Maggiore, e dalle 16.30 concerto di hip hop in piazza del Nettuno. La giornata coinvolgerà studenti, immigrati, lavoratori (ci sarà anche un presidio della Cgil in piazza re Enzo) e avrà un'appendice il 10 marzo con un'assemblea sulla precarietà a cui hanno già aderito delegati sindacali di parecchie aziende. Sulla cittadinanza gli organizzatori hanno le idee chiare: "Questi ragazzi non vogliono essere chiamati di seconda generazione perché non sono secondi a nessuno", ha detto Sene Bazir, voce storica del Coordinamento, chiedendo poi che venga ritirata la tassa sul permesso di soggiorno perché "la consideriamo ingiusta, indegna e incivile. I migranti pagano la crisi come tutti e non ci sembra giusto che debbano pagare un'ulteriore tassa per rinnovare un documento. Chiediamo quindi l'immediato rinnovo per tutti". Contrari anche al permesso di soggiorno a punti che sarà in vigore dal 10 marzo. Infine, a chi li incalza sul fatto che la sera del primo marzo dovrebbe essere a Bologna l'ex ministro leghista Roberto Maroni, il Coordinamento risponde: "Siamo in piazza con i migranti e non inseguiamo i fantasmi. Non ci faremo cancellare dalla presenza di Maroni e lui non ci interessa", aggiungendo: "Chi per anni ha pensato che il razzismo istituzionale fosse un problema solo della Lega, non ha compreso che va aldilà di quel partito".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

COME NASCE LA GIORNATA. Il Primo Marzo è un progetto di partecipazione dal basso impegnato nella lotta al razzismo e nella difesa dei diritti umani. E' formato da una rete di comitati territoriali, organizzazioni varie, associazioni e singoli cittadini la cui portavoce nazionale è Cécile Kashetu Kyenge. La storia: L’idea della giornata del primo marzo è nata in Francia nel 2009. In seguito all'aumento del clima razzista, una giornalista francese  propose di lanciare un movimento simile a quello che nel 2006 la comunità ispanica aveva messo in piedi negli Stati Uniti: fermarsi per un giorno e scendere in piazza a manifestare, per fare capire al mondo l’importanza dell’apporto della forza lavoro migrante all’economia del Paese, ma anche per chiedere più diritti, maggiori politiche di integrazione e accoglienza.  L'iniziativa , grazie al social network, si propaga in tutti i paesi europei diventando una giornata di riferimento per la lotta e la mobilitazione dei diritti dei migranti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Bollettino covid oggi: a Bologna (quasi) la metà dei nuovi contagi e decessi registrati in Regione

  • Covid-19, al via le convocazioni per i test a campione: "1.000 solo a Bologna città, si viene contattati per telefono"

  • Coronavirus Emilia-Romagna, bollettino 23 maggio: +43 positivi, 193 guariti e calo dei casi attivi

  • Frecce Tricolori a Bologna: il passaggio sulla città il 29 maggio

  • Nuova ordinanza Bonaccini: da lunedì aprono centri sociali, circoli, parchi tematici e riprendono gli stage

  • Bonus bici elettriche e monopattini: chi può chiedere i 500 euro

Torna su
BolognaToday è in caricamento