Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Processo Aemilia: condanne confermate anche in appello, ma ci sono assoluzioni e sconti di pena

Secondo verdetto per il processo che ha comminato in primo grado 1200 anni di carcere per associazione mafiosa a esponenti della ndrangheta infiltrata in Emilia

L'accusa di associazione mafiosa regge per la maggior parte degli imputati contro cui è stata formulata, ma nella sentenza di appello di Aemilia, pronunciata poco fa nell'aula bunker del carcere bolognese della Dozza, non mancano sconti di pena, dovuti anche all'unificazione dei riti ordinario e abbreviato, e proscioglimenti per assoluzione o per prescrizione dei reati contestati.

Anche chi è stato condannato per associazione mafiosa ha quindi ottenuto degli sconti non solo rispetto alla sentenza di primo grado, in cui complessivamente erano stati comminati oltre 1.200 anni di carcere, ma anche rispetto alle richieste avanzate dalla Procura.

Così, ad esempio, Michele Bolognino, per cui erano stati chiesti 28 anni, è stato condannato a 21 anni e tre mesi, mentre Gaetano Blasco si è visto comminare una pena di 22 anni e 11 mesi contro i 25 anni e sei mesi chiesti dall'accusa. Piccoli sconti anche per Alfredo e Francesco Amato, per i quali era stata chiesta la conferma dei 19 anni e 19 anni e un mese decisi dai giudici di primo grado: i due, infatti, sono stati condannati rispettivamente a 17 anni e a 16 anni e nove mesi.

Riduzione più robusta, invece, per Giuseppe Iaquinta, la cui condanna è scesa da 19 a 13 anni (la Procura generale aveva chiesto la conferma della pena inflitta in primo grado), mentre per il figlio Vincenzo, ex attaccante della Juventus e della Nazionale, è stata confermata la condanna a due anni per reati in materia di armi, ma con il beneficio della sospensione condizionale della pena.

Tra gli altri accusati di associazione mafiosa, Eugenio Sergio e' stato condannato a 13 anni e otto mesi contro i 17 anni e mezzo chiesti dall'accusa, mentre per Giuseppe e Palmo Vertinelli le pene sono, rispettivamente, di 16 anni e quattro mesi (l'accusa aveva chiesto 23 anni e sei mesi) e 17 anni e 4 mesi (anziche' 23 anni e nove mesi).

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