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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca

Omicidio Matteuzzi, Padovani condannato all'ergastolo: "Non c'ero con la testa"

Dichiarazioni spontanee in aula del 28enne cha ha ucciso Alessandra. I giudici si sono pronunciati

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La Corte d'Assise di Bologna, presieduta dal giudice Domenico Pasquariello, ha condannato all'ergastolo Giovanni Padovani, il 28enne ex calciatore dilettante che il 23 agosto 2022 uccise Alessandra Matteuzzi, sua ex compagna, come riferisce la Dire. La sentenza è stata pronunciata poco prima della 14 dopo una camera di consiglio durata due ore. I giudici hanno accolto le richieste avanzate un mese fa dalla procuratrice aggiunta Lucia Russo e dalla sostituta Francesca Rago, riconoscendo anche la sussistenza delle quattro aggravanti contestate all'imputato, vale a dire stalking, premeditazione, motivi abietti e futili e legame affettivo con la vittima. In aula era presente anche il sindaco Matteo Lepore, che prima della lettura della sentenza ha abbracciato Stefania Matteuzzi, sorella di Alessandra. Le motivazioni saranno depositate nel giro di 30 giorni. 

"Oggi è una giornata di grande commozione e di grande tristezza, ma anche di grande certezza della pena e del diritto: credo che questo sia molto importante in un Paese che volta continuamente le spalle alle donne e alle loro vite" ha commentato il sindaco Matteo Lepore. La sentenza  "rende giustizia alla famiglia Matteuzzi e a tutte le donne di questa città che devono sapere di avere sempre il Comune al loro fianco". 

"Fatta giustizia. Ora servono pene severe". Ha detto, scoppiando in un pianto liberatorio la sorella di Alessandra, Stefania. La donna, accompagnata dai due figli, subito dopo è stata portata fuori dall'aula dal suo avvocato Antonio Petroncini. 

"Il Comune di Bologna e i Centri Antiviolenza si sono costituiti parte civile. Una scelta giusta che testimonianza la massima attenzione e solidarietà alla famiglia di Alessandra - ha dichiarato la segretaria PD, Federica Mazzoni - Stamattina in aula c’ero anche io. Perché esserci non ha un mero valore simbolico, ma è parte di un impegno costante dentro e fuori le istituzioni, per reagire, rispondere e per continuare a lottare contro la violenza di genere e fare in modo che questo diventi prioritario a livello nazionale. Per Alessandra, per tutte le donne vittime di violenza, dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per prevenire e sradicare le violenze di genere". 

La dichiarazione spontanea di Padovani

"Se ritenete normali le cose che ho fatto prima del delitto, e se pensate che un omicidio così feroce sia normale, allora pretendo l'ergastolo e voglio stare in carcere ogni minuto della mia vita". Così Giovanni Padovani questa mattina dopo aver chiesto e ottenuto di poter fare delle dichiarazioni spontanee.

Un intervento di poco più di otto minuti, nei quali il 28enne ex calciatore dilettante ha ribadito che al momento del delitto e nei mesi precedenti non era in grado di intendere e di volere, come sostenuto nel corso del processo dal suo legale Gabriele Bordoni: "Ci sono due famiglie distrutte a causa del sottoscritto, per un gesto gravissimo e imperdonabile, ma a mio parere per queste due famiglie non c'è stato rispetto da parte dei giornalisti: non c'è stato rispetto per Alessandra e per la sua famiglia, e nemmeno per mia madre, additata come madre di un assassino, ma anche lei è una donna", quindi secondo Padovani "hanno perso tutti: c'è una persona che ha sempre rigato dritto e che si era ritagliata spazi importanti con il lavoro e il sudore, e c'è una donna bella e molto intelligente che non c'è più".

E ha aggiunto "se per voi nelle mie condotte c'è qualcosa di anormale, allora non lo merito. Io - ha insistito - non stavo bene, con la testa non c'ero più da mesi, e quando non ci sei più puoi commettere qualcosa di irreparabile".

Dunque, ha concluso Padovani, "vorrei chiedere che oggi sia fatta giustizia, perché ho ammazzato una donna, ma senza essere influenzati dai media e dall'opinione pubblica". 

Condannato anche al risarcimento

Giovanni Padovani è stato condannato anche a risarcire, con provvisionali immediatamente esecutive, i familiari di Alessandra Matteuzzi e le altre parti civili costituite nel processo a suo carico per l'omicidio della ex compagna. Nel dettaglio, la Corte d'Assise di Bologna ha stabilito provvisionali da 100.000 euro a favore di Stefania Matteuzzi, sorella di Alessandra, e della madre della donna assassinata il 23 agosto 2022, da 10.000 euro per i due nipoti della vittima e da 5.000 euro per le restanti parti civili, tra cui il Comune di Bologna. Alle provvisionali si aggiungeranno poi dei risarcimenti, da liquidare in separata sede. 

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