L'orgoglio della Procura di Bologna: "Sempre meno processi pendenti"

Per quel che riguarda i reati, in crescita quelli di stalking, i maltrattamenti e le violenze sessuali

Il procuratore capo Giuseppe Amato

Al 30 giugno 2020 "sono risultati pendenti solo 12.331 fascicoli, numero molto basso e in linea con un trend positivo che prosegue dal secondo semestre 2016, quando i fascicoli pendenti erano 39.135".

Questo, scrive il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, nel bilancio sociale della Procura pubblicato oggi, "è il dato, a nostro avviso, più importante, perché testimonianza della capacità dell'ufficio di corrispondere alle 'istanze di giustizia' in tempi solleciti, senza la formazione di 'arretrato' ingiustificato". Si tratta, infatti, di pendenze 'fisiologiche', che non hanno "un'anzianità' superiore ai normali tempi del ricambio".

Il trend positivo, si legge nel documento, riguarda anche i procedimenti di competenza del giudice di pace, in quanto "sono pendenti solo 406 fascicoli, mentre in occasione del precedente bilancio (30 giugno 2018) le pendenze ammontavano a 3.570 fascicoli e al 30 giugno 2019 erano già scese a 2.686".

Questo, ribadisce il procuratore, "testimonia una costante, progressiva capacità di rendere un servizio più tempestivo ed efficiente, pur in un contesto complessivo di risorse sempre più carente", e dimostra anche che "l'ufficio ha saputo fare fronte ai propri doveri anche in un periodo caratterizzato dall'emergenza Covid-19".

E la riduzione delle pendenze, insiste Amato, "assume un ulteriore rilievo positivo se si considera il carico di lavoro dell'ufficio in entrata". Tra l'1 luglio 2019 e il 30 giugno scorso, infatti, "sono stati iscritti 63.796 fascicoli, di cui 15.895 nei confronti di persone note".

Quanto alle modalità di definizione dei fascicoli - dove secondo Amato si devono sempre privilegiare i riti alternativi - il procuratore rileva che "rispetto ai fascicoli definiti con esercizio dell'azione penale è elevato in senso assoluto, ma ancora non sufficiente, il numero delle definizioni con richiesta di decreto penale di condanna (2.527), sia pure in moderata crescita rispetto alla precedente rilevazione".

Peraltro, sottolinea il procuratore capo, il ricorso al decreto penale "non è obiettivamente favorito dal ritardo con cui il Tribunale procede alla notificazione dei decreti, favorendo il ricorso all'opposizione con evidente finalità dilatoria". È poi aumentato positivamente "il dato delle definizioni con il giudizio immediato", salite da 279 a 348", mentre risulta "in moderata flessione (da 580 a 502) il dato dei giudizi direttissimi".

I reati

Emerge per lo stalking, i maltrattamenti e le violenze sessuali il significativo incremento delle notizie di reato". I numeri, infatti, parlano di "405 notizie di reato a carico di persone identificate per lo stalking, contro le 334 dell'anno precedente; 746 per i maltrattamenti, a fronte delle 529 della precedente rilevazione".

Sostanzialmente stabile, invece, il dato relativo alle violenze sessuali, dove le notizie di reato salgono da 246 a 250, mentre quelle per atti sessuali con minori scendono da 34 a 23. In parallelo, crescono anche "le richieste di misure cautelari da parte dell'ufficio (per lo stalking 107 richieste, a fronte di 99 richieste nell'anno precedente; per i maltrattamenti 169 richieste rispetto alle 92 dell'anno precedente"; 46, contro le 34 del periodo compreso tra luglio 2018 e giugno 2019, le misure cautelari richieste per violenza sessuale, mentre quelle chieste per atti sessuali con minori scendono da tre a una. Sul fronte del contrasto allo spaccio e al traffico di droga, Amato rimarca "l'attenzione al fenomeno a Bologna, specie in piazza Verdi, al Parco della Montagnola e al Pilastro", aggiungendo che "i risultati sembrano positivi, come attestato dal fatto che le notizie di reato iscritte (785 a carico di persone note) sono inferiori al dato della precedente rilevazione (821)".

Questo dato, scrive il procuratore, potrebbe testimoniare "un accresciuto controllo del territorio e una riduzione, sia pure modesta, dei traffici, anche grazie a numerose indagini giudiziarie per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti portate a compimento dalla Dda".

Ancora più confortante, prosegue, è il dato degli "esercizi dell'azione penale per il reato di spaccio, che conferma anche per quest'anno un trend in sostanziale aumento rispetto al passato". Quanto alla lotta alle mafie, Amato rileva che "il contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata prosegue", richiamando l'operazione Grimilde e "altri procedimenti in fase avanzata di indagine (per alcuni, anzi, pendono richieste di misure cautelari)".

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Inoltre "emerge, grazie alla riorganizzazione della Dda su base territoriale, un'attenzione a forme di criminalità associativa anche diverse dalla 'ndrangheta", come la camorra, specie in Romagna, e la criminalità nigeriana. L'impegno "è notevole anche nel settore delle misure di prevenzione patrimoniali e personali", così come è "significativa l'attività di contrasto dei fenomeni di tratta e riduzione in schiavitù, soprattutto ad opera di soggetti di nazionalità nigeriana". (Dire)

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