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Inchiesta Bio-on: "Numeri gonfiati: da 19 a 1000 tonnellate"

Le accuse sono di falso e manipolazione di mercato. Sequestri per 150 milioni e titolo sospeso in Borsa

 

Il Procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, spiega i dettagli dell'indagine Plastic Bubbles che ha portato all'arresto del presidente dell'azienda Bio-on e all'esecuzione di altre due misure cautelari per i suoi collaboratori. Due le accuse di reato, false comunicazioni sociali delle società quotate e manipolazione del mercato, e due gli aspetti su cui si sono concentrati gli investigatori.

In primis, le modalità con cui Bio-on rappresentava, nei bilanci e nella propria comunicazione, i ricavi dell'attività, che nascevano dai rapporti societari messi in piedi per cedere le licenze di sfruttamento e di produzione del brevetto sulla bioplastica prodotta dall'azienda. Operazioni che secondo l'accusa venivano fatte con società riconducibili alla stessa Bio-on.

In secondo luogo, prosegue, è stata appurata "la non corrispondenza al vero della rappresentata capacita' produttiva dell'impianto di Castel San Pietro Terme, che all'esterno veniva indicata come di mille tonnellate all'anno", mentre invece, precisa il colonnello della Guardia di finanza Luca Torzani, "è emerso che dall'inizio del 2019 sono state prodotte appena 19 tonnellate".

"Queste alterazioni fattuali hanno portato a una sopravvalutazione dei titoli della società, che aveva fatto guadagnare 36 milioni agli amministratori e aveva anche portato la stampa specializzata a considerare Bio-on un 'unicorno', vale a dire una società che aveva superato il miliardo di capitalizzazione".

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