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Domenica, 26 Maggio 2024

Profughi Ucraina, il prefetto: "Necessari 1.500 posti, altri arrivi nelle prossime ore"|VIDEO

Importante il censimento dei profughi: "Il 30-40% sono minori ed è importante conoscere i numeri. Solo il 35% della popolazione ucraina è vaccinato. Necessari almeno 30 posti per ogni comune"

"Arrivano alla spicciolata e spesso senza neanche una borsetta". Lo ha detto ai cronisti questa mattina il prefetto Attilio Visconti che, inseme all'assessore comunale al welfare, On. Luca Rizzo Nervo, ha convocato la stampa per fare il punto sulla situazione profughi ucraini in città e in Emilia-Romagna. 

Sempre in mattinata si è tenuto un incontro con i prefetti e i sindaci dei comuni emiliano-romagnoli per gettare le basi del sistema-accoglienza che parte proprio dal censimento dei rifugiati ucraini: "Non si tratta di arrivi organizzati o attraverso corridoi umanitari - ha detto Visconti - il 30-40% sono minori ed è importante conoscere i numeri". 

"C'è grande difficoltà - osserva il prefetto - stiamo lavorando ininterrottamente e ci aspetta un fine settimana complicato. Molti ucraini sono usciti dal paese e sono arrivati in altri stati che però potrebbero non farcela ad ospitarli, si tratta di un numero molto alto, quindi nelle prossime ore prevediamo altri arrivi". 

La richiesta partita dei prefetti e dei sindaci è poi quella di rimodulare i CAS - Centri di accoglienza straordinaria: "La disciplina che li regola non è adeguata per l'ucraino che non intende rimanere in Italia - quindi si tratterebbe, si spera, di una permanenza temporanea - quindi - continua Visconti - un modello da alleggerire". La direttiva europea 155 garantisce loro la protezione immediata e il permesso di soggiorno europeo.  

Il prefetto lancia anche un appello: "E' necessario reperire 30 posti in CAS per ogni comune della città metropolitana, quindi trovare una struttura ricettiva e un gestore che si faccia carico dei bisogni primari di queste persone, quindi circa 1.500 posti". L'invito è rivolto anche a chi ha un appartamento da mettere a disposizione, ad esempio, e a chi ospita i rifugiati racccomanda di recarsi in questura per darne comunicazione, ovvero utilizzare la mail disponibile sul sito della Polizia di Stato. La dichiarazione di ospitalità deve essere inviata entro 48 ore. 

I numeri

Attualmente a Bologna sono stati censiti 155 ucraini, per 150 sono già state trovate le sistemazioni, si sta provvedendo a cercare un alloggio per altri 5. 700 sono invece gli arrivi nella regione. 

70 ucraini sono ospitati al covid hotel di San Lazzaro, 13 in due appartamenti CAS dell'Opera Marella tra Bologna e San Lazzaro, 10 al CAS Lido di Casalfiumanese, 30 presso appartamenti privati di Castel San Pietro (questi ultimi verranno accolti in un CAS). Un ulteriore CAS - 28 posti - è in via di attivazione a Loiano. 

Per quanto riguarda gli altri territori regionali, il prefetto di Rimini ha comunicato l’arrivo di una ventina di persone, ospitate con accoglienza volontaria, e quindi non tramite Cas. A Parma, le 60 persone arrivate hanno ricevuto accoglienza presso familiari e amici. A Ferrara sono giunte un centinaio di persone, ospitate in gran parte presso enti di assistenza e parenti. Anche a Ravenna i profughi ucraini finora arrivati - una cinquantina di persone - hanno ricevuto tutti ospitalità da parenti e associazioni di volontariato. Reggio Emilia ha a disposizione 100 posti Cas attivi (già ospitate 10 persone su 50 scappate dal conflitto). A Piacenza sono arrivate 96 persone, che hanno trovato accoglienza da parenti e amici. Forlì ha comunicato di avere a disposizione in tutto 18 posti Cas.
A Modena sono arrivate 135 persone, accolte dalla rete del volontariato sociale.

Problema covid

Una direttiva regionale ha anticipato quella del Ministero della salute di questa mattina che prevede il raccordo dei sindaci con le Ausl territoriali sulle presenze. La percentuale dei vaccinati in Ucraina è del 35% "tra i territori più arretrati d'Europa, quindi va posta la massima attenzione al problema covid per garantire la massima sicurezza a profughi e cittadini" sottolinea il prefetto, quindi, dopo il tampone, dovrà essere messa in campo una campagna di vaccinazione che però sarà sempre "volontaria, ma anche di assistenza sociale e psicologica". 

A oggi solo due persone sono risultate positive e sono ospitate il covid hotel: "Sono arrivati da soli e non hanno avuto contatti " specifica Visconti. 

Il "modello Bologna"

"L'utilizzo delle risorse SAI - Servizio di accoglienza e integrazione ministeriale, usate per l'uopo - sia a favore degli ucraini che degli italiani - ha spiegato Rizzo Nervo - sulla base del progetto Vesta (accoglienza temporanea nelle case dei privati - ndr). Dal Sai sono già stati resi disponibili e finanziati 300 posti, quindi ci sono le risorse per chi ospita i rifugiati". 

Come comune "abbiamo aperto l'accesso agli ucraini che ospitano i connazionali agli empori solidali", continua Rizzo Nervo. 

Cosa fare per ospitare i rifugiati 

E' necessario inviare una mail a BolognaperUcraina@comune.bologna.it, a quel punto si attiveranno le figure del progetto VESTA che contatteranno le famiglie per verificare che vi siano le condizioni.

"L'attività di gestione del CAS deve essere messa a conoscenza da parte dei sindaci, le risorse verranno mese a disposizione senza lungaggini" tiene a precisare il prefetto. 

Donazioni

"Suggeriamo di donare attraverso l'iban - ha detto il prefetto - per le donazioni di farmaci ad esempio stiamo studiando un coordinamento regionale. La cabina di regia è affidata al Dottor Luca Baldino, direttore generale dell'assessorato alla salute". 

"E' molto complesso far arrivare i beni sul territorio ucraino, quindi potrebbero essere utili anche nel nostro paese" ha sottolineato Rizzo Nervo. 

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