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Foto Facebook Manes Bernardini

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Sicurezza partecipata in Bolognina: no alle ronde, sì ai social per segnalazioni

Il piano: "I Carabinieri faranno un corso di formazione "per selezionare un gruppo di 10/12 persone che saranno i terminali di raccolta delle segnalazioni"

Maggiore sicurezza alla Bolognina. Ieri a discutere sul da farsi l'assessore all'economia, Matteo Lepore con i consiglieri di opposizione Manes Bernardini e Giulio Venturi di Insieme Bologna: l'idea è quella di mettere insieme, da un lato la rete di segnalatori su Whasapp e il bando per rendere piè sicuri i negozi, dall'altro nuovi progetti in arrivo per i giovani. 

La formula è quella della "sicurezza partecipata", ma Lepore mette in chiaro: non si parli di ronde e "no alla sicurezza fai-da-te", cioe' le stesse parole con cui nei giorni scorsi l'assessore ha bocciato il ricorso alle guardie private di cui parla Progetto Bolognina. L'uso di WhatsApp per raccogliere le segnalazioni è un'idea "davvero semplice ma molto efficace- sottolinea Lepore".

INIZIATIVA PARTITA DAI CARABINIERI. L'iniziativa, spiega il presidente del Navile, Daniele Ara, è partita dai Carabinieri che l'hanno proposta alle associazioni della rete ConVivere Bolognina. Gli stessi Carabinieri faranno un corso di formazione "per selezionare un gruppo di dieci o 12 persone che saranno i terminali di raccolta delle segnalazioni", continua Ara, "senza improvvisazioni" e tenendo da parte i "mitomani". Quando si iniziera'? "Questa primavera", afferma Ara, spiegando che a marzo ci sara' una riunione in cui verra' presentato il progetto. Nello stesso mese, inoltre, Lepore incontrera' le associazioni di categoria per concertare il bando per rendere piu' sicuri negozi e laboratori artigianali, di cui l'assessore ha parlato ieri in aula: si individueranno le misure piu' utili e i criteri tramite cui "sostenere chi realmente ne ha bisogno", sottolinea Lepore. Tramite lo strumento del cofinanziamento, "ci piacerebbe riuscire a sostenere diverse decine di interventi", anticipa Lepore, aggiungendo che la sperimentazione "potrebbe essere modello da replicare anche in altri anni e altri luoghi".

Infine, il dossier giovani: è una "priorità fondamentale", perchè "non possiamo pensare- avverte Lepore- di continuare a parlare di sicurezza e vivibilita' solo scommettendo su parole chiave legalitarie, abbiamo bisogno di coinvolgere i giovani". Entreranno in ballo i fondi del Pon Metro e i progetti vedranno la luce entro la primavera. Del pacchetto di iniziative si parlera' durante una cena di raccolta fondi in programma per il 17 marzo al centro Bertasi.

Si punta a raccogliere tra i 1.000 e i 2.000 euro. L'iniziativa "sara' aperta a tutte le forze politiche che vorranno dare una mano", e' l'appello di Lepore, perche' "una Bolognina piu' sicura dev'essere un obiettivo che unisce, non che divide". Piu' che soddisfatto Bernardini: "Lasciamo da parte le sterili polemiche e iniziamo a lavorare su cose concrete, questo e' il messaggio piu' bello che oggi lanciamo dalla Bolognina dove forze di maggioranza e opposizione si trovano d'accordo su un progetto di sicurezza partecipata". Si vede quel "cambio di passo" invocato in campagna elettorale tanto da Insieme Bologna quanto dal sindaco Virginio Merola, sottolinea Bernardini, che gia' immagina di "replicare" la mossa in altri quartieri.

"E' un momento di svolta fondamentale per il quartiere e per la città", aggiunge Venturi. Il "controllo diffuso" in quartiere "e' molto importante", commenta Roberto Menghini, commerciante del Comitato delle strade degli artisti: "Qualche risultato gia' l'abbiamo avuto", grazie alle fotografie e alle targhe di mezzi sospetti inoltrati alle forze dell'ordine. Il conto corrente aperto tra i commercianti, invece, servira' a coprire i primi interventi per chi subisce un danno e ad attivare un'assicurazione collettiva. Sul conto ci sono gia' 800 euro, erogati dalla Banca interprovinciale.

(agenzia DIRE) 

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