Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Scarcerata prostituta con HIV, Lega anti-Aids: "Per lei solo un posto in dormitorio pubblico"

Dopo un test preliminare in Austria, la conferma della sieropositività ieri in aula. Il legale: "Ha acconsentito al prelievo, nessuno le ha comunicato i risultati, l'ha capito in udienza"

Il gip di Bologna Gianluca Petragnani Gelosi ha convalidato il fermo ma disposto la scarcerazione della giovane prostituta romena fermata nei giorni scorsi dai carabinieri perché, sieropositiva, continuava a lavorare sui marciapiedi offrendo anche rapporti sessuali non protetti dietro compenso maggiorato. La giovane era accusata di lesioni personali gravissime.

La Procura aveva chiesto la conferma del carcere e il gip ha ritenuto legittimo il fermo e sussistenti i gravi indizi "dell'elemento oggettivo del delitto contestato". Ma, sotto il profilo dell'elemento soggettivo, pur ritenendo che la donna fosse consapevole di essere sieropositiva, per il giudice non può dirsi che accettando di avere rapporti non protetti con i clienti intendesse cagionare loro un male incurabile.

A spingerla, per il magistrato, non era quel motivo ma la prospettiva di un maggiore profitto. Al massimo, per il gip, si potrebbe dire che 'accettava il rischio' di contagiare i clienti, ma in quel caso ci si troverebbe davanti ad un delitto di dolo eventuale, che però è incompatibile con un delitto tentato come è questo per il giudice. Il difensore della donna, avv. Pietro Gennari, a margine dell'udienza, ha stigmatizzato che la ragazza abbia avuto la conferma di essere effettivamente sieropositiva proprio oggi in aula. La ragazza, ha spiegato Gennari, aveva eseguito il test in Austria, che aveva dato risultato positivo. ''Ma le avevano detto che era un risultato preliminare, da confermare con un esame in ospedale''. La giovane non era quindi certa di essere sieropositiva. Così, quando gli inquirenti le hanno chiesto se fosse disposta a rifare il test, ''ha acconsentito al prelievo. Nessuno poi le ha comunicato i risultati - ha concluso l'avvocato - l'ha capito solo stamattina, in udienza, quando il giudice ha detto che è effettivamente sieropositiva. E' scoppiata a piangere''.

LILA. Sulla vicenda è intervenuta anche la Lila, Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids. Il test Hiv, ''preteso dall'autorità giudiziaria, è stato comunicato alla ragazza non personalmente ma addirittura nel corso di un'udienza, senza alcun rispetto della persona e della legge''. Inoltre, ''nessun servizio sociale si è fatto carico dell'esistenza di una giovane terrorizzata, malata, sfruttata'' e ''tutto quello che in due giorni i carabinieri sono riusciti a trovare è un posto in un dormitorio pubblico a bassa soglia''. L'avvocato Pietro Gennari, che tutela la ragazza, ha sollecitato carabinieri e Procura ad attivare con urgenza i servizi sociali.

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