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Multe ai clienti delle 'squillo', Bologna come Firenze? Merola: 'Convincere, non punire'

Ha fatto discutere la segnalazione del primo cittadino di Firenze sulla presunta applicazione delle multe ai clienti del sesso a pagamento. Merola smentisce

Per combattere la prostituzione "non è importante punire gli uomini", ma convincere sia i maschi che le donne "a non permettere lo sfruttamento e la tratta". A tornare sull'argomento è il sindaco di Bologna, Virginio Merola, che oggi a margine di una conferenza stampa in Città metropolitana spiega perché non ha intenzione di applicare anche sotto le Due torri le ordinanze contro i clienti delle prostitute messe in atto a Firenze dal collega Dario Nardella.

"Io ho in mente, in generale, che bisogna affrontare questi temi con il dialogo tra donne e uomini, e non cercare il colpevole", sostiene Merola. Che aggiunge: "Non riteniamo che sia importante punire gli uomini, ma è importante convincere uomini e donne a non permettere lo sfruttamento della prostituzione e la tratta. Questo ci sembra l'argomento principale".

L'altro giorno, tra Merola e Nardella, si era generato un cortocircuito su questo argomento. Il sindaco fiorentino, a Lady Radio, aveva detto che il collega bolognese era intenzionato ad adottare le multe ai clienti delle prostitute. Affermazioni che lo stesso Merola già ieri l'altro si era affrettato a smentire.

Ora ribadisce: "E' nato questo equivoco perché ho chiesto tutte le delibere che bene ha fatto a fare il sindaco di Firenze, ma la strada che seguiremo non è quella. Ci sono situazioni di schiavitù che, per quanto, possiamo non intendiamo tollerare -aggiunge il sindaco- ma non vorrei aprire una discussione infinita su una roba sulla quale non abbiamo ancora presentato una proposta". (SAN/DIRE)

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