Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Flashmob di camici bianchi in piazza: “Abilitateci con il tirocinio senza esame di stato”

Psicologi, chimici, farmacisti e biologi manifestano in piazza Maggiore contro la nuova forma dell’esame di stato: "Non siamo camici di serie b"

 

“A-bi-li-ta-te-ci” a questo grido si sono riuniti oggi in piazza Maggiore, rispettando le distanze di sicurezza, una cinquantina di camici bianchi. Sono farmacisti, biologi, chimici, psicologi neolaureati che chiedono che quest’anno l’esame di abilitazione non si faccia, data la confusione che ancora circola sulle modalità di esecuzione. Sono scesi in piazza nelle maggiori città italiane, tra cui Torino, Milano, Roma Pescara, Catania e molte altre, tra cui a Bologna. Non si sentono rappresentati dalle istituzioni ed in particolare dal ministero dell’istruzione. Sono già laureati e hanno svolto il tirocinio ma manca ancora l’esame di abilitazione alle professioni.

Negli anni scorsi l’esame di stato si svolgeva con molteplici prove della durata complessiva di diversi mesi ma l’epidemia covid ha portato a delle pesanti modifiche sulle prove.  Un’unica prova orale a distanza svolta con l’ausilio del computer, omnicomprensiva di tutte le materie. In aggiunta, se la connessione durante l’esame dovesse saltare, la commissione ha il potere di annullare l’esame al candidato e la somma di iscrizione (che in base all’università varia da 150 a 450 euro, a Bologna 400) non sarebbe rimborsata. Inoltre secondo i candidati, ci sarebbero forti disuguaglianze tra chi sostiene l’esame alla prima settimana e quelli che lo sostengono mesi dopo. L’alternativa auspicata dai neolaureati è di un tirocinio professionalizzante per quest’anno. La deadline per iscriversi all’esame è fissata al 22 giugno ma molte università non hanno ancora pubblicato il bando o se lo hanno fatto, come a Bologna dove è stato pubblicato ieri, mancano le indicazioni sulle materie da preparare.

Matteo Poliandri si è laureato in psicologia e dopo aver svolto il tirocinio in un centro minorile di Bologna deve svolgere ora l’esame di abilitazione. Ci racconta come “Con il decreto ministeriale di aprile, l’esame di stato è cambiato. Il nostro esame canonico è di 3 scritti ed un orale, con 15 giorni almeno tra una prova e l’altra. L’ordine degli psicologi ha proposto una data a luglio dove si farà un’unica prova orale in modalità telematica su tutte le prove. E’ già assurdo trasformare gli scritti in orali, visto che sono prove pratiche che durano due ore e durante le quali tu hai tempo di pensare a cosa scrivere. Ora invece dovresti dare subito una risposta secca senza aver il tempo di riflettere. Inoltre non sono ancora state pubblicate indicazioni tecniche su come si farà. Si dice che ulteriori indicazioni verranno date a chiusura del bando, quando il candidato avrà già versato la quota d’iscrizione. Inoltre in alcuni bandi, tra cui quello di Roma, si parla di un esame svolto contro un muro con le mani in alto, dopo aver fatto vedere la stanza, dimostrando di essere solo e se cade la connessione la commissione valuterà se bocciarti”.

Per Pasquale Palumbo, neolaureato in Ctf ( chimica e tecnologie farmaceutiche) “Avremmo potuto dare una mano al servizio sanitario nazionale se la nostra laurea fosse stata abilitante. Invece non possiamo perché dobbiamo sostenere un esame di stato inutile e ridicolo. Nel passato era sostenuto con 3 prove: una pratica, un orale e una di laboratorio. Quest’anno è stato tutto ridotto ad un’unica prova. Non capiamo come realmente la commissione ci potrà valutare senza una prova pratica. Oltre a questo, la tassa d’iscrizione è rimasta sempre altissima. In passato veniva giustificata dicendo che era necessario per comprare gli strumenti della prova pratica. Quest’anno la prova pratica non c’è ma la somma è rimasta comunque elevata. Le somme variano in base all’ateneo ma sono tra i 300 e i 500 euro. A Bologna dovrebbe costare tra i 350-400 euro, (a Parma 450), di più rispetto a molte città italiane. Il bando è uscito ieri ma non ci sono le linee guida ma non ci sono le materie da preparare”.

Potrebbe Interessarti

Torna su
BolognaToday è in caricamento