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Maestre in protesta a Palazzo D'Accursio: bloccate dalle polizia

In piazza per farsi ascoltare in Consiglio Comunale e dal Sindaco, ma non è andato tutto liscio. La Questura precisa che il servizio odierno è stato svolto "su espressa indicazione della Polizia Municipale"

Dopo un'assemblea in via San Felice, gli insegnanti sono tornati oggi in piazza per farsi ascoltare in Consiglio Comunale e dal Sindaco, ma non è andato tutto liscio. 

Al loro arrivo hanno trovato gli agenti che hanno impedito l'accesso a palazzo d'Accursio. Al grido di vergogna, i manifestanti non si sono scoraggiati e infine sono riuscite ad entrare. Il capogruppo Massimo Bugani ha chiesto di sospendere la seduta e con il collega di partito Marco Piazza ha abbandonato l'aula. 

La segreteria del sindaco avrebbe assicura che l'ordine di bloccare non è stato dato da nessun funzionario facente capo al primo cittadino: "Se così fosse ne dovremmo dedurre che l'ordine è arrivato da ufficiali di polizia - scrive Bugani sui sociual - chiediamo pertanto al questore di confermare o smentire questa dichiarazione. Non capiamo comunque per quale motivo il questore o un ufficiale di polizia dovrebbe autonomamente muoversi per bloccare 40 maestre. A me sembra improbabile. Dopo un'ora e grazie alla dichiarazione che ho fatto in consiglio comunale, il cordone di polizia si è aperto e le maestre sono salite". 

La risposta da Piazza Galilei non si fa attendere: "La Questura ritiene doveroso precisare che, come prassi consolidata in occasione di iniziative che si svolgono innanzi a Palazzo D’Accursio, ogni determinazione viene assunta in accordo con l’Amministrazione Comunale - si legge in una nota - appare quanto mai opportuno, pertanto, evidenziare che nella circostanza odierna il divieto di accedere rivolto alle insegnanti sopraggiunte in corteo sia stato disposto su espressa indicazione della Polizia Municipale, responsabile della sicurezza interna". 

Alla base della protesta, da quanto riferiscono le RSU, le molte maestre degradate a livello impiegatizio e, da luglio, le neo-assunte dovranno andare a fare le animatrici nei centri estivi. 

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"I politici del Pd assediati nel Palazzo per difendersi dalle pericolosissime maestre delle scuole di infanzia comunali sono la rappresentazione plastica della lontananza dei cosiddetti democratici dalla gente comune e della loro incapacità di accogliere le loro istanze sacrosante. A scriverlo in una nota è Piergiovanni Alleva capogruppo regionale dell'Altra Emilia - Romagna: "Come avevano preconizzato nei mesi scorsi i sindacati, la decisione di Palazzo d'Accursio di creare l'Istituzione educazione scuola per gestire il personale delle scuole di infanzia sta infatti distruggendo quel poco di buono che era rimasto perché scampato miracolosamente alla furia distruttrice del partito di Renzi, Bonaccini e Merola e non comporta neanche alcun risparmio sul bilancio comunale. Già a settembre era risultato chiaro che la qualità della scuola d'infanzia era drasticamente calata. I genitori infatti dopo le prime settimane sono insorti per la scadente qualità dei pasti. Gli insegnanti denunciano il caos delle supplenze che ha già comportato almeno un caso assurdo in cui si sono mandate maestre con diverse specializzazioni a seguire determinate classi di bambini. Pochi giorni fa un'altra novità: la riduzione della possibilità di fare assemblee sindacali per i sindacati di base. Il Partito della Nazione infatti non tollera critiche né osservazioni, si fa come ha deciso il capo, prendere o lasciare. Sembra, e la cosa è estremamente preoccupante, non sfiorargli l' idea che la libertà sindacale costituisce una garanzia costituzionale assolutamente fondamentale e che non sopporta discriminazione al di là di ogni possibile formalismo. Questo accanimento del Pd nel cancellare ogni residua qualità nei servizi pubblici, per persuadere la gente che privato è meglio, sarà duramente punita nelle urne elettorali nel frattempo continuino pure a rimanere asserragliati concedendo udienza solo agli interlocutori graditi, l'avviso di sfratto li raggiungerà molto presto". 

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