Chiusura sale slot, torna la carica dei gilet arancioni sotto la Regione: "La politica faccia qualcosa come promesso"

I titolari delle attività: "Chiediamo una proroga della legge per evitare che centinaia di persone restino senza lavoro"

I gilet arancioni protestano di nuovo, e da questa mattina sono sotto al palazzo di viale Aldo Moro per chiedere alla Giunta Regionale una proroga sulla legge che prevede la chiusura di tutte le sale slot e sale gioco, che si trovano a meno di 500 metri dai luoghi considerati 'sensibili'.

A settembre scorso la prima grande protesta, in seguito alla quale fu siglato un documento unitario che chiedeva la non retroattività della legge, e appunto una proroga. Oggi pomeriggio, il consigliere di minoranza Michele Facci presenterà un emendamento in merito, e in centinaia attendono il risultato della discussione.

"Oggia siamo qui per chiedere una proroga a questa legge che sta lasciando senza lavoro e senza stipendio tantissime persone. La prima volta che siamo scesi in questa piazza a protestare la politica ci aveva chiesto di presentare un documento - spiegano alcuni dei presenti ai microfoni di BolognaToday - ma poi non ha preso posizione, celandosi dietro la scusa che ormai è troppo tardi. Noi però, speriamo che la Giunta Regionale oggi faccia qualcosa per tutti noi". 

Il documento presentato due mesi fa dalle associazioni alle quali aderiscono i titolari di sale slot e sale gioco, chiede, tra le altre cose, una sospensiva di un anno della legge per capire se si possa intavolare un discorso con la Regione, e attuare 'insieme' un piano di lotta contro la ludopatia.

A sostenere la protesta anche Ape Bologna – Confedilizia, presente insieme alle associazioni dei tabaccai per il rinvio della legge regionale che sta espellendo progressivamente le scommesse legali e le slot dal proprio territorio, con il risultato di far chiudere molti esercizi. “Impugneremo le delibere che danneggiano commercio e proprietà - commenta la Presidente di Ape Bologna – Confedilizia Elisabetta Brunelli".

Secondo le utlime statistiche, a livello regionale, Bologna figura al trentunesimo posto in Italia come tasso di occupazione nel settore, con 17,3 addetti su 100 mila abitanti. Rimini è invece nettamente la provincia italiana con il tasso più alto, 79,2 abitanti ogni 100 mila. Forlì-Cesena è nella parti basse della graduatoria, a 4,8.

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