Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Nuove Province Emilia Romagna, Lega: 'Romagna mai subalterna a Bologna!'

Secondo il decreto in merito alla riformulazione degli enti provinciali nella nostra Regione rimarrebbero in piedi solo Bologna, Parma, Modena e Ferrara. Accorpate le altre. Ma è scontro

Secondo il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri in merito alla riformulazione delle nuove Province in Emilia Romagna rimarrebbero in piedi solo 4 delle vecchie province, ovvero Bologna, Parma, Modena e Ferrara. Verrebbero invece accorpate le altre, cioè Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Piacenza.

La nuova ripartizione crea pero' non pochi dissapori. Parte dalla Lega Nord il No più deciso: "La Romagna non merita di essere una semplice e inutile Provincia subalterna a Bologna. La Romagna deve essere Regione". Così a chiare lettere l'on.Gianluca Pini, segretario del Carroccio in Romagna. "Chi, degli Amministratori romagnoli di sinistra, sostiene la tesi della Provincia Unica - tuona in una nota - ha evidenti complessi di sudditanza politica nei confronti dei loro colleghi emiliani": attacca così il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, promotore della Provincia unica, definita una "ennesima follia a danno dei romagnoli". E punta il dito: tutti gli Enti intermedi provinciali "passerebbero sotto il controllo di Bologna, senza nessuna possibilità per i romagnoli di decidere chi determina per loro i servizi essenziali, come servizi sociali, acqua, rifiuti, strade, scuole, ed i costi di tali servizi, le tasse e le imposte per garantirle". L'unica strada per avere "un peso politico reale nella futura Europa dei Popoli - sostiene Pini - è quella di costituirsi Regione mandando a quel paese Bologna ed Errani". Propone così una Regione Romagna con "una macchina amministrativa snella e costi ridotti, un quarto delle risorse dell'attuale Emilia-Romagna, tanto in termini di personale quanto di consiglieri o assessori (12-15 consiglieri, magari con metà stipendio rispetto a quello attuale, e 5-6 assessori). Ogni altra soluzione - afferma - è solamente una presa in giro e una limitazione della partecipazione democratica".

 

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