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Parto in ambulanza: "Riaprire punto nascite a Porretta. Impossibile andare avanti così"

Forte la presa di posizione del sindaco di Alto Reno Terme, concorde con il Comitato in difesa dell'Ospedale di Porretta che da tempo chiede che "si garantisca a tutte le donne della montagna di far nascere i propri figli in sicurezza". Anche i 5S polemizzano

La richiesta è unanime: ristabilire i punti nascita tolti per garantire salute e sicurezza alle mamme e ai neonati. L'appello arriva da più voci dopo l'ennesimo parto in ambulanza avvenuto sabato sera lungo la Porrettana a Lama di Reno, nel comune di Marzabotto.

La donna, residente a Grizzana Morandi e cittadina nigeriana, ha avuto le prime contrazioni in prima serata, poi la chiamata al 118 che ha caricato la partoriente sull'ambulanza, direzione Bologna. Lungo il tragitto però, il parto è stato imminente: una automedica è quindi corsa incontro alla paziente e a Lama di Reno ha avuto luogo il parto di emergenza. Tutto è andato per il verso giusto, mamma e bambino stanno bene nonostante qualche complicazione durante il parto. 

Il Comitato in difesa dell'Ospedale di Porretta

Ma è su questo che punta l'attenzione Emanuela Cioni, la presidente del Comitato in difesa dell'Ospedale di Porretta che da tempo chiede che per il punto nascite nel comune dell'Appennino " la Regione riveda con il Ministero una eventuale modifica dell'accoro Stato- Regioni garantendo a tutte le donne della montagna di far nascere i propri figli in totale sicurezza, perchè i protocolli "alternativi" della presa in carico delle gestanti fanno acqua da tutte le parti".

E ancora:  "Ad oggi nel nostro territorio non ci sono le condizioni di sicurezza necessarie per tutelare mamme e neonati in una delle fasi più delicate della vita. Ci avevano anche dato rassicurazioni sul fatto di voler e poter adeguare strutture e organizzazione rispetto ai parametri di sicurezza, a partire dal potenziamento degli organici, ma tutto cio' non è accaduto, consapevoli che la sicurezza, quando si parla di sanità, deve sempre venire al primo posto.  L’azienda deve prendersi le proprie responsabilità affrontando per lo meno la problematica al minimo garantendo il parto in pronto soccorso,  prevedendo presso la montagna un servizio Stam efficiente e la presenza h24 di personale ostetrico-ginecologico".

A bordo dell'ambulanza che ha soccorso la madre partoriente personale esperto, al quale vanno i ringraziamenti di Emanuela Cioni e non solo: "Colgo l'occasione a nome della cittadinanza - conclude la presidente del Comitato - per ringraziare ancora una volta il medico e l'equipaggio che hanno fatto nascere in condizioni a dir poco consone il bambino. Mi appello nuovamente ai 12 sindaci del Distretto affinchè riprendano le redini sulla questione punto nascite, trovando nelle sedi preposte le risposte alle mille domande che da 5 anni e mezzo ci stiamo facendo tutti, prima fra tutte se ci sono le possibilità politiche ed economiche per riaprire il punto nascita a Porretta".

Il sindaco di Alto Reno Terme

Forte la presa di posizione del sindaco di Alto Reno Terme Giuseppe Nanni: "Questa volta il parto è avvenuto sull'altro versante ma non cambia di certo le cose. Noi ribadiamo con forza la necessità di riaprire il punto in nascite in questo territorio, perchè la montagna e chi ci la vive non può andare avanti così. I parti che avvengono in una zona così decentrata possono essere rischiosi se non ci sono a poca distanza punti di riferimento per le nascite". 

Le reazioni

Appresa la notizia del nuovo parto in ambulanza, immediata la reazione della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Silvia Piccinini: "L’ennesimo e rocambolesco parto in ambulanza che ha visto protagonista una donna di 35 anni dimostra come ci sia l’assoluta necessità, e urgenza, di avere un punto nascita in Appennino. Anche questa volta mamme e figlio stanno bene ma non si può pretendere che chi abita a Grizzana Morandi, Porretta, Vergato accetti il rischio di partorire in un’ambulanza invece che in una normale sala parto, con tutta l’assistenza e la sicurezza sanitaria possibile. L’episodio di sabato, l’ultimo di una lunga serie, rende evidente come non ci sia più tempo da perdere – aggiunge Silvia Piccinini – Alle dichiarazioni del presidente Bonaccini di qualche giorno fa dopo l’incontro con il ministro Speranza devono necessariamente, e in tempi brevi, seguire dei fatti concreti. La straordinaria professionalità dei medici e degli operatori, anche in questo caso, ha permesso che tutto andasse per il meglio ma non è accettabile che si continui a mettere a rischio la vita delle mamme e dei loro bambini. La riapertura di un punto nascite in Appennino è una priorità assoluta".

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