Cronaca

Classifica Sole: "Bologna insicura per via dei fuorisede", è polemica

A scatenare indignazione è anche il basso ranking nella giustizia. Il presidente del Tribunale risponde con un comunicato: "Dati viziati dai ricorsi in tema immigrazione, le cause civili hanno tempi eccellenti"

La provincia di Bologna è la prima in Italia per qualità della vita, ma è agli ultimi posti in sicurezza "nella parte bassa della graduatoria nazionale per denunce di furti, estorsioni, frodi, violenze sessuali, comune denominatore di molte città universitarie con un’alta presenza di fuorisede (e l’Alma Mater ha quasi 90mila studenti iscritti)".

Questa considerazione del 'Sole 24 ore', a corredo della classifica pubblicata ieri, ha suscitato sotto le Due torri un coro di indignazione.

A sollevare per primo il tema è Italo Pomes, rappresentante di Sinistra universitaria nel Senato accademico dell'Alma Mater di Bologna, sui social network.

"Ancora una volta gli studenti vengono visti come portatori di sporcizia e insicurezza- critica Pomes- quello che si diceva negli anni '50 dei migranti del sud Italia, oggi lo si dice verso i fuorisede. Erano infondate le accuse allora, sono infondate le accuse adesso. Come i nostri nonni andavano al nord per lavorare e costruirsi un futuro portando soldi e ricchezza nelle città nuove, così oggi tanti fuorisede decidono di lasciare la propria terra per costruirsi un futuro portando soldi, ricchezze umane, economiche e culturali nelle Città nuove".

Il rappresentante di Sinistra universitaria lancia quindi un appello. "A fronte di queste dichiarazioni mi aspetterei almeno una presa di posizione forte da parte della governance dell'Alma Mater e dalla politica locale- manda a dire Pomes- i fuorisede vanno considerati un valore aggiunto e queste frasi, soprattutto se riportate da autorevoli testate nazionali, non fanno che peggiorare l'opinione che molti hanno di noi".

Bologna insicura per i fuorisede: le reazioni

La risposta non si fa attendere e a stretto giro arriva la presa di posizione a difesa degli studenti sia del Comune sia dell'Ateneo felsineo.

"Gli studenti sono un pezzo fondamentale della nostra città -afferma l'assessore alla Sicurezza del Comune di Bologna, Alberto Aitini, e aspirante candidato sindaco- dire che c'è un problema di sicurezza per colpa degli studenti è una follia".

Rincara la dose il prorettore vicario dell'Alma Mater, Mirko Degli Esposti. "Vergognoso, stupido, falso, ignorante", è la sua sentenza. Prende posizione persino Patrizia Mondin, direttrice generale di Ergo, l'azienda regionale per il diritto allo studio. "Chi ha scritto non conosce gli studenti fuori sede, capaci di tanti contributi di grande qualità e generosità per Bologna", afferma.

Incalza Rosy Davidde, segretaria provinciale dei Giovani democratici. "Gli studenti riproducono nelle città un valore aggiunto -afferma la dem- chi etichetta gli studenti come un peso da maneggiare bene e scaricare se necessario, ha una visione molto distorta, oltre che errata e da condannare, della nostra visione di città e della realtà che esiste a Bologna. Chiosa Piergiorgio Licciardello, consigliere comunale Pd. "Considerazione davvero agghiacciante- commenta- la statistica è davvero una disciplina pericolosa se non la sai maneggiare e ti può portare dritto a fare affermazioni strampalate come queste".

Giustizia lenta sotto le Torri, il Tribunale replica

Altro nodo caldo del dossier del Sole è la giustizia civile, dove le Torri si posizionano al 104esimo posto. Un dato che però, commenta il presidente del Tribunale bolognese, Francesco Caruso, "è 'viziato' da una lettura non precisa e approfondita" dei numeri.

Tra gli indicatori, spiega Caruso, si considera infatti "il numero di cause che durano da più di tre anni e si dà atto che Bologna è al settimo posto in Italia (su 108) per questo indicatore, che è l'indice più importante secondo le statistiche e valutazioni europee".

Il problema, evidenzia il presidente del Tribunale, "nasce dal fatto che le statistiche, da alcuni anni, prendono in considerazione le cause per il riconoscimento della protezione internazionale da parte di stranieri immigrati irregolari presenti sul territorio regionale". Cause, ricorda, che sono trattate solo dai Tribunali distrettuali, 22 in tutta Italia, e che a Bologna "sono letteralmente esplose e rappresentano il 50% di tutto il contenzioso civile, oltre 20mila in soli quattro anni".

E queste cause, prosegue Caruso, "non sono gestibili in tempi brevi, perché l'organico magistrati è invariato e occorre trattare tempestivamente anche le cause civili tradizionali, i cui tempi sono invece eccellenti". Paradossalmente, chiosa il presidente del Tribunale, "la performance della città si ripercuote negativamente su un aspetto dell'amministrazione della giustizia", dal momento che "le cause per il diritto di asilo sono esplose a Bologna proprio perché Bologna è prima nella classifica della qualità della vita". (San/Dire)

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