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Qualità della vita: a Bologna si sta meglio di 15 anni fa

9 persone su 10 danno un voto dal 6 in su al territorio in cui vivono e a portare in alto la qualità della vita sono i servizi

La qualità della vita nel Comune di Bologna e nell’area metropolitana è alta: più alta rispetto a quindici anni fa. Lo rende noto il Comune che riferisce come 9 persone su 10 danno un voto dal 6 in su al territorio in cui vivono e a portare in alto la qualità della vita sono i servizi.

Sul fronte delle preoccupazioni, la situazione non è cambiata rispetto al 2003: al primo posto c’era e c’è ancora il lavoro. Sono i due risultati principali di un’indagine demoscopica svolta dall’ufficio Studi della Città Metropolitana e da quello di statistica del Comune di Bologna sulla qualità della vita e del benessere equo e sostenibile. L’obiettivo è di avere indicatori anche di natura soggettiva da affiancare a quelli individuati dall’Istat e dal Cnel nell’ambito del progetto Bes (Benessere Equo e Sostenibile).

L’indagine è stata eseguita tra maggio e giugno 2018 con 2.200 interviste telefoniche, di cui 1.400 hanno interessato cittadini del comune di Bologna e 800 dell’area metropolitana. Il 52,5% del campione è femmina; circa il 20% sono giovani e i rimanenti equamente distribuiti tra adulti, anziani e maturi. Il 46% risiede da sempre nel territorio bolognese e il 23,1% da più di 30 anni. Il 64% del campione possiede un diploma o una laurea, ma Bologna presenta un’incidenza di laureati circa doppia rispetto all’area metropolitana (37% contro 20%), mentre nei comuni suburbani è prevalente la percentuale di diplomati (40% contro 35%).

“L’indagine, per aver realizzato la quale desidero ringraziare gli uffici di statistica del Comune e della Città Metropolitana perché si tratta di un’innovazione importante di lettura della città e un nuovo strumento di governo e di dialogo con i cittadini, conferma che il capitale economico e il capitale sociale della nostra città sono cresciuti - afferma l’assessore comunale al bilancio, Davide Conte - un risultato che evidenzia l’impatto positivo delle politiche comunali e dello sviluppo delle aziende. Bologna è cresciuta non solo come economia ma anche come tessuto sociale, confermando il mix economico-sociale tradizionale di questa città”. Secondo Conte, “il dato di contesto che emerge di più è la visione positiva dei nostri giovani che non solo danno una valutazione positiva sulla situazione di oggi ma soprattutto affermano che la qualità della vita migliorerà nei prossimi anni. Tocca a noi migliorare le nostre politiche per soddisfare questa aspettativa e dare concretezza alle loro aspirazioni”. 

Qualità della vita 

Nove cittadini su dieci danno una valutazione positiva alla qualità della vita nel proprio comune, in crescita rispetto al 2003 soprattutto nel capoluogo. Stesso giudizio viene dato alla qualità della vita rispetto alla propria zona di residenza. Le problematiche della zona riguardano in particolare i temi della viabilità, manutenzione, trasporto pubblico, sicurezza e degrado. 

Il degrado viene percepito dal 16% degli intervistati (27% se si considera solo Bologna), dato leggermente al di sopra di quello regionale, ma ben al di sotto di quello nazionale. La qualità dell’ambiente comunque soddisfa i tre quarti degli intervistati (64% per la sola Bologna). Nella nostra area metropolitana ci si sente più sicuri che nel resto della regione o d’Italia: lo dichiara il 66% degli intervistati (56% se si considera la sola Bologna). 

L’80% degli intervistati è soddisfatto del proprio lavoro, anche se in misura minore rispetto al passato; più bassa la soddisfazione per la remunerazione. Il 90% è appagato dalla propria condizione abitativa, dalle relazioni famigliari e amicali. Rispetto alla soddisfazione per la propria vita nel complesso, l’85% manifesta alto apprezzamento, mentre l’area di malessere interessa solo il 5% del campione. 

Salari 

La valutazione della qualità della vita cresce proporzionalmente al diminuire degli anni di residenza: i neoresidenti (meno di 11 anni) attribuiscono il voto medio più alto (7,4 su 10), seguiti dagli adottivi (residenti da 11-30 anni: 7,3). Simili i giudizi di chi risiede da oltre 30 anni o da sempre (7,2). 
Infine, dall’analisi della tipologia famigliare emerge nel complesso un’immagine maggiormente positiva per i nuclei famigliari rispetto ai single. Per contro, le famiglie con bambini evidenziano difficoltà economiche e le coppie di anziani risultano più critiche della media verso la qualità della vita nel comune di residenza. 

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