Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Ritardi su tamponi e quarantene, scintille tra medici di base e Regione

I camici bianchi:"Notifiche mancate? Colpa delle Ausl". La replica:"Riconosciuti ovunque come esempio, evitiamo polemiche"

Ritardi e dimenticanze su tamponi e quarantene sono responsabilità dei dipartimenti di sanità pubblica e non dei medici di base. Dunque, "evitiamo lo scaricabarile".

A smarcarsi è Fabio Vespa, segretario generale della Fimmg Emilia-Romagna, il sindacato dei medici di medicina generale, che segnala casi in cui i dipartimenti di sanità pubblica attribuiscono "al medico curante il ritardo o l'omissione dell'invio del provvedimento" di quarantena o isolamento.

La Fimmg Emilia-Romagna, "dopo averlo ripetutamente segnalato alle autorità sanitarie", ci tiene quindi a "informare la cittadinanza delle palesi disfunzioni di cui sono responsabili" i dipartimenti di sanità pubblica delle Ausl, che riguardano il "ritardato, quando non mancato", invio dei provvedimenti di isolamento o quarantena ai pazienti positivi e ai loro contatti stretti, cosi' come al rispettivo medico curante.

Capita così anche che i "dispositivi di chiusure di quarantena o isolamento vengano inviati, quando vengono inviati, persino in assenza dell'invio del dispositivo di apertura". Vespa ci tiene insomma a ricordare che in regime di epidemia, le disposizioni di quarantena e isolamento "sono esclusivi e non delegabili del dipartimento di sanità pubblica". 

I problemi che si registrano ogni giorno, dunque, sono dovuti alle "difficoltà organizzative dei dipartimenti, a fronte di una epidemia di cosi vaste proporzioni", ci tiene a precisare il segretario della Fimmg Emilia-Romagna, e anche al "difficile, ma auspicato rafforzamento in organico e in dotazioni tecnologiche" delle stesse strutture delle Ausl.

Per questo, afferma il numero uno del sindacato, i medici di base "hanno offerto anche ufficialmente collaborazione per supportare con segnalazioni i contatti, le guarigioni cliniche, le necessarie richieste di tamponi molecolari, ma purtroppo senza riscontri concreti".

Questo però, manda a dire Vespa, "non giustifica e non può giustificare il tentativo di attribuire ai medici di medicina generale responsabilità professionali e giuridiche che dal dipartimento di sanità pubblica non sono delegabili".

La replica della Regione

“Non hanno alcun senso polemiche interne al servizio sanitario regionale, nel momento in cui dobbiamo restare tutti uniti a combattere la più importante delle sfide”. Così l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, risponde a stretto giro alle dichiarazioni di Vespa.

“Abbiamo sempre lavorato insieme per promuovere accordi, riunire le posizioni, valorizzare i vari ambiti del sistema sanitario regionale- commenta Donini- ricordando quanto la medicina territoriale, i Dipartimenti di sanità pubblica, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i medici di continuità assistenziale, le Usca e i farmacisti siano stati determinanti per il contrasto della pandemia nella nostra regione”.

“Il nostro sistema sanitario territoriale è riconosciuto ovunque per il lavoro di squadra, la professionalità e la generosità di impegno dei suoi professionisti. Le polemiche non servono- chiude l’assessore-, non aiutano, non possiamo permettercele”.

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