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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca Pilastro / Via San Donato

Quartieri, il presidente del S.Donato-S.Vitale: "Piaga dello spaccio, non c'è solo la Montagnola"

Simone Borsari passa al setaccio il suo quartiere: "Anche cose positive. Ma lo schiaffo dello stop al Piano Periferie il Governo lo poteva evitare. Soprattutto ai cittadini"

Il quartiere di Bologna più di tutti colorato dalle opere di street art, complesso ed eterogeneo, segnato da vecchie criticità e vivacizzato dalle nuove opportunità che pare, vengano colte. Il San Donato-San Vitale visto da suo presidente di quartiere, che setaccia i problemi (ultima complcazione lo stop ai fondi per le periferie) da risolvere elencando perà anche i progetti portati a termine. 

I fondi del Piano Periferie è stato "congelato": il quartiere San Donato - San Vitale era al centro di tanti progetti...come ha accolto questa brutta notizia? Che ne pensa? «Uno schiaffo non solo alle Istituzioni, che hanno lavorato per anni in maniera condivisa con i cittadini, ma uno scippo anche per gli abitanti delle zone coinvolte, comunità intere che stavano lavorando per riscattarsi. Tutti i progetti del Pilastro erano stati pensati insieme ai cittadini e in alcuni casi ci si lavorava già dal 2013. Penso agli Orti Salgari e alla Caserma dei Carabinieri: questa è stata la prova che il Governo sulla sicurezza faccia solo dei proclama. E non è una questione di politica, è un fatto evidente e oggettivo, i progetti non hanno colori politici». 

Quali secondo lei sono i più meritevoli? «Sono tutti importanti ed erano anche occasione di lavoro per i ragazzi e le persone del Pilastro. Spero che il Comune possa trovare i fondi almeno per la Caserma dei Carabinieri. Ma davvero sono tutti progetti belli e importanti e soprattutto erano tutti già esecutivi, pronti per andare in gara. Non miravano a una riqualificazione fisica, ma anche a una rigenerazione sociale». 

Dopo una brutta notizia, guardiamo al positivo: le "buone notizie" dal San Donato? Cosa succederà prossimammente?

«Ce ne sono diverse in effetti. Intanto nel 2019 lavori per PON Metro Bologna (programma europeo che finanzia un insieme di azioni integrate volte a rafforzare lo sviluppo e la coesione territoriale della comunità con  nuovi spazi da rigenerare e da vivere, maggiore inclusione sociale e sostenibilità, servizi digitali e accelerazione civica per i cittadini, le associazioni, le imprese). Poi avremo il Mercato Sonato riqualificato sia dal punto di vista strutturale che energetico e poi terminereno i lavori al 13 di via Fantoni. In programma anche la realizzazione del nuovo polo scolastico Tempesta, alla Croce del Biacco (scuole primaria e materna). Abiamo inoltre assegnato nuovi spazi sfitti e sta per nascere un ambulatorio in Piazza dei Colori (pronto entro la fine dell'anno) che ospiterà oltre allo studio medico anche un'associazione che si occupa di assistere le persone nella gestione del fascicolo sanitario elettronico. Un altro spazio, sempre in Piazza dei Colori, verrà inaugurato in ottobre ed è il frutto dell'assegnazione di un bando per una rete di associazioni di mediazione sociale...A breve, a proposito di bandi, ne partirà un altro per l'assegnazione di altri immobili che il quartiere si è fatto assegnare da Acer e che sono in San Donato e alla Cirenaica». 

«Piaga dello spaccio: non esiste solo la Montagnola. Occhi aperti sulle periferie»

Diamo delle risposte pubbliche a richieste inoltrate dai cittadini  attraverso l'URP?  Quali sono le maggiori problematiche che emergono? «Molte segnalazioni sono legate al tema dei rifiuti abbandonati e comportamenti irrispettosi o mancanza senso civico, o ancora occupazioni abusive: il tema della legalità ha l'assoluta priorità e la cittadinanza attiva è certamente una risorsa.   

Una grande piaga è però lo spaccio. La legge in vigore non consente un apparato sanzionatorio efficace per i piccoli pusher nel territorio, che in molti casi possono tornare in attività subito dopo l'arresto (e sono lo stesso Questore e nuovo comandante dei Carabinieri ad averlo ribadito). Vorrei dire senza alcun tono polemico che non c'è solo la Montagnola, ma tanti luoghi in periferia che devono essere luogo di monitoraggio. La nostra collaborazione con le Forze dell'Ordine è comunque molto salda ed è importante anche quella con le associazioni di cittadini». 

Riqualificazione attraverso la Street Art: il suo quartiere sta diventando sempre più bello e colorato...Queste opere e operazioni piacciono alla cittadinanza? 

«Ci stiamo lavorando da tantissimi anni, abbiamo iniziato nel 2012 con il progetto Frontier e da allora è iniziata una bellissima collaborazione con alcuni street artist. Collaborazione che è ancora viva. Andiamo avanti con bandi pubblici che finanziano interventi di street art per i classici non-luoghi della periferia che così acquisiscono una identità. Sono un elemento importante di riqualificazione, ma non solo: sono anche uno strumento educativo visti che le scuole vengono coinvolte per consolidare nei ragazzi la consapevolezza che un conto è l'arte un conto l'imbrattamento. Belli i risultati in via Scipione dal Ferro, via Berolado, Piazza Spadolini, poi gli altri interventi finanziati dal quartiere per la decorazione dei muri al giardino Parker Lennon per esempio, ma anche nelle case Acer in via Martelli, che fra l'altro verranno inaugurate questo sabato dalle 16 alle 18. Proseguono poi le riqualificazioni complete in via Gandusio, dove il disagio abitativo è un fatto reale e tangibile: un progetto che stimola lo stare insieme e che potrà essere replicato in altre zone della città». 

La tragedia di Castello di Serravalle (l'omicidio del sedicenne Giuseppe Balboni) apre delle riflessioni sul tema dei giovamissimi....«Il tema dell'adolescenza per noi è una priorità e siamo impegnatissimi in questo senso. Abbiamo un fitto sistema di educazione di strada e tanti centri giovanili, oltre a un bando annuale (Sport Sociale) che dà contributi per aiutare i ragazzi che non se lo possono permettere a fare sport insieme. Abbiamo degli educatori molto bravi, che intercettano i soggetti difficili e li trattamo. Servono però sempre delle risorse». 


 

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