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Porto-Saragozza, cruccio dei residenti: "Pochi parcheggi e viabilità da rivedere"

Quali le maggiori criticità per i residenti e le priorità che si dà l'amministrazione per il quartiere Porto-Saragozza? Approdo del traffico cittadino il tema della mobilità si fa sentire. Pochi parcheggi e viabilità da rivedere

«Sostano per settimane, con i camper. E diversi clienti che hanno lasciato il furgone del lavoro parcheggiato, al mattina successiva se lo sono trovato “ripulito”». La zona è quella dell’antistadio, e il giovane gestore del bar “Dal Divinos” non ha una bella opinione di quel parcheggio, gratuito ma allo stesso tempo zona franca senza nessun controllo. Una giovane donna, che viene da fuori città, utilizza quel parcheggio per lasciare la macchina e poi prendere l’autobus per andare al lavoro. «Mi è utilissimo, se lo mettessero a pagamento per me sarebbe un problema».

Il quartiere Porto-Saragozza è una zona di “connessione” con chi arriva fuori dalla città, e spesso la questione del parcheggio si fa sentire. L’area dell’ospedale Maggiore non fa eccezione. In agosto non è difficile trovare dove piazzare la macchina, ma un signore, probabilmente un parente di un ricoverato, appunta: «Ogni volta che devi andare a trovare qualcuno è una tassa, e poi bisogna fare un sacco di strada a piedi. Certo, se facessero un parcheggio interrato o sopraelevato i soldi li lascerei più volentieri».

Tante auto se ne vedono anche nella trafficatissima via Riva di Reno. Su quest’area era stata avanzata l’ipotesi di scoperchiare la strada, e rendere visibile il canale sottostante. «Bella idea, ma dopo dove la metto la macchina? Già oggi faccio fatica a sistemarla» è il commento frettoloso di una ragazza che sta attaccando a lavorare. Certo il problema della sosta in quartiere va per la maggiore, ma non è il solo. Una giovane mamma chiede più «asili nido e ludoteche, più punti di ritrovo per bambini piccoli» mentre un commerciante di alimentari di origine straniera si lamenta dell’ordinanza antialcol che vieta l’asporto di alcolici la sera: «Gli affari si sono dimezzati, e fino alle nove il supermercato è aperto, perciò non lavoro neppure di giorno».

«Guardi, il comune ha fatto tanto, ma io chiederei più piste ciclabili» commenta una signora che sta guardando le vetrine in via Lame. Attraversando la strada si accede al rione del Pratello, e da lì alla via parallela, via S.Isaia. «Una volta si poteva dire che Pratello e S.Isaia erano concorrenti» ammette una signora uscendo dall’ambulatorio Asl ma ora, dice, tra la preferenziale in uscita e l’accesso limitato in entrata questa via si sta desertificando. Poco più distante un trasportatore sta consegnando prodotti in un negozio: «Non lo nascondo, io a volte quando è notte fonda, in zona mi prendo la libertà di fare qualche strada contromano, perché sennò per arrivare ci metto un infinità».

CRITICITà DEL QUARTIERE: VIDEO INTERVISTE

Il presidente del quartiere Lorenzo Cipriani è ben conscio di queste problematiche, e ribadisce: «Fermo restando che le preferenziali servono e migliorano la qualità della vita di chi abita in centro, ritengo opportuno cercare un poco di flessibilità» e aggiunge «Si può andare oltre il talebanismo della norma».

Quanto ai parcheggi «come quartiere saremmo interessati a coinvolgere la società calcio Bologna, nell’ambito dei lavori per l’abbellimento dello stadio». Infine, un appunto anche per il Cierrebi club, impianto sportivo che la Fondazione Carisbo ha deciso di vendere: «In quella struttura è in vigore una collaborazione con il quartiere, per attività rivolte agli adolescenti. Mi auguro che anche la nuova proprietà accetti queste clausole. Se così non fosse chiederemmo di individuare un altro sito per le attività, in modo da tutelare il bene comune».

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