Tema sicurezza quartiere per quartiere: "Le rigenerazioni funzionano, ma la piaga è lo spaccio"

Alla scoperta dei quartieri di Bologna, seconda parte. I presidenti dei sei quartieri della città parlano dei loro punti deboli e delle soluzioni messe in campo: comune a tutti il problema dello spaccio

Piazza dell'Unità

Luoghi difficili e zone rigenerate e restituite alla cittadinanza nei vari quartieri: il tema della sicurezza è quello più sentito e discusso. Spaccio e piccola criminalità le problematiche più frequenti: abbiamo chiesto ai presidenti di quartieri cosa stanno facendo e cosa hanno fatto per arginare i fenomeni più problematici. 

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Vincenzo Naldi, Panigale: "Nuove illuminazioni e videocamere"

Il primo a rispondere è Vincenzo Naldi, presiente del Quartiere Borgo Panigale: "Comincerei con una premessa: Borgo Panigale-Reno non fa difetto rispetto a quello che accade nella città Bologna. Abbiamo dei picchi di criticità in alcune zone, in altre la percezione è molto minore e la casistica dice che dove hai un sistema sociale ed economico più fragile attecchisce maggiormente il fenomeno dello spaccio: cito le zone di Casteldebole e Barca. Non è all'ordine del giorno, ma l'analisi va così. Per quanto riguarda la piccola criminalità abbiamo un fenomeno, che è poi cittadino, fatto di  furti in appartamento e furti nelle auto. Una delle problematiche particolari del nostro quartiere è la prostituzione nelle direttrici storiche Pioppa/Via Rigosa, che non è una caratteristica sociale, ma dei luoghi.

I rapporti con le forze dell'ordine sono strutturati, importanti e proficui (sia coi Carabinieri che con la Polizia mentre ovviamente con la Polizia Locale c'è una collaborazione straordinaria) ma devo dire che anche i cittadini sono collaboratori importanti, la cittadinanza è attiva da tutti i punti di vista. Agli abitanti del mio quartiere infatti dico: segnalate sempre.  Ancora un indotto di criticità deriva da una frequentazione delle sponde del Reno, e mi riferisco in particolare a qualche accampamento, che monitoriamo.

Soluzioni? Come quartiere abbiamo fatto dei progetti di prevenzione e dei patti di collaborazione con il territorio come i progetti con il Gruppo San Bernardo che, attraverso i suoi volontari, accompagna le persone vittime di furti e scippi nelle varie fasi che seguono, dalla denuncia al rifacimento delle chiavi di casa...Un altro gruppo storico del Borgo Panigale è il Gruppo Primavera e organizza passeggiate rassicuranti segnalando le varie criticità. Abbiamo poi i cantieri della legalità e oltre alla prevenzione stiamo lavorando a una serie di punti luce e videosorveglianza nei parchi e in aree strategiche. Esempi? Parco dei Noci, Parco dei Pini, Piazza Giovanni XXIII...abbiamo stretto anche dei patti con Fondazione Golinelli e Ducati che a loro spese potenzieranno l'illuminazione pubblica nei parcheggi davanti alle loro attività. Per l'ordinanza anti-alcol ci siamo già mossi da tempo con risultati sui comportamenti dei bevitori seriali, fra bottiglie abbandonate e latrine a cielo aperto. Riscontriamo dei buoni effetti".

Simone Borsari: "La legge nazionale non ci aiuta" 

Simone Borsari, Quartiere San Donato-San Vitale - "Il tema sicurezza per noi è da sempre prioritario e stiamo attenti ad agire non solo per reprimere l'illegalità e intensificare i controlli di Polizia, ma anche sull'aspetto importantissimo della prevenzione, intesa come occasione di presidio sociale degli spazi pubblici per strapparli alla malavita.

Fanno bene a questo scopo per esempio le iniziative culturali nei parchi, i laboratori di urbanistica partecipata che hanno cambiato volto alla Croce del Biacco, a Piazza Spadolini, al Parco San Donnino e al Parker Lennon; le collaborazioni con i cittadini riuniti in comitati; le associazioni;  i contatti  con i rappresentanti territoriali delle forze dell'ordine.

Anche per noi la criticità più importante è lo spaccio, fenomeno diffusissimo ovunque e contro il quale la legge nazionale non fa nulla, un problema politico grave perchè si ripercuote sui territori. Un altro problema su cui stiamo lavorando sono alcune sacche di illegalità all'interno di alloggi pubblici e per fortuna il rapporto con le forze dell'ordine è ottimo, anche se ci vorrebbe quel salto di qualità in interi comparti, il che non significa militarizzazione ma indagine per bonificare". 

Lorenzo Cipriani, Quartiere Porto-Saragozza: "Una task-force sicurezza"

"Fortunatamente il mio Quartiere non presenta particolari problemi in questo senso. La collaborazione con le forze dell'ordine è quotidiana e costante, anche attraverso la task force 'Sicurezza' organizzata in collaborazione con l'Assessorato alla Sicurezza urbana integrata di Alberto Aitini. La zona attorno alla Stazione centrale è ovviamente la più problematica e la teniamo sempre monitorata: fondamentali in tal senso sono le segnalazioni dei cittadini".

Daniele Ara, Navile: "Tanti i luoghi rigenerazione, altri ancora problematici" 

"Mano a mano che i luoghi vengono rigenerati e vissuti la situazione migliora e lo vediamo chiaramente. Lo spaccio è il problema principale e c'è un aumento di consumo di droga identificabile in luoghi ben precisi. Possiamo dire però che per esempio il Mercato Albani è molto migliorato, così come il DLF: entrambi sono più vissuti grazie a nuove attività e iniziative che coinvolgono i cittadini.  Migliorata la situazione anche sulla rotonda Langher, in prossimità con il Bar Luisa, che ha visto un cambiamento sulla sua frequentazione. Con i lavori in corso la situazione della Manifattura Tabacchi è diventata più tranquilla e le riqualificazioni di via Donato Creti e via della Liberazione hanno fatto si che i problemi diminuissero, mentre cominciano i lavori di via Carracci. 

D'altro canto Via Bignardi resta ancora un focolaio di legalità e la questione va risolta con il privato proprietario dell'area interessata. Aumento dello spaccio anche in Via Parri e Via Dossetti, come conseguenza dei presidi alla Montagnola. L'ordinanza anti-alcol intanto sta funzionando bene e alcuni locali di dubbia frequentazione sono stati chiusi e sanzionati più volte. Con la Polizia Locale ci sono rapporti quotidiani, ma ci vuole più personale e si attendono i nuovi concorsi". 

Rosa Amorevole, Santo Stefano: "Problema dello spaccio un dato di fatto"

"Ogni grande città, e non solo, oggi paga lo scotto dei grande mutamento sociale e delle crisi socio economiche del paese. Il tema della sicurezza diventa sempre il più discusso. Oggi il problema dello spaccio è un dato di fatto: sempre più si ricercano nuove fasce di mercato che tendano ad allargarne i confini e la presenza di una grande e crescente domanda fa si che la diffusione prosegua pur in presenza di un grande lavoro portato avanti dalle forze dell'ordine in stretto rapporto con l'Amministrazione comunale.

Un grosso lavoro è stato fatto sul Parco della Montagnola, oggi decisamente migliorato rispetto a com'era qualche anno fa. Ma questo non basta, perchè gli studiosi ci insegnano che il fenomeno dello spaccio è come l'acqua: quando lo si sbarra da una parte tende a diffondersi in spazi limitrofi meno protetti. Su questo tema siamo costantemente in contatto con l'assessore competente e con le forze dell'ordine, operiamo segnalando e sperimentando forme di occupazione del suolo pubblico con tutte quelle iniziative di cittadinanza attiva che permettono di condividere con cittadine e cittadini il presidio e l'animazione di tante aree del quartiere. Con la cittadinanza lavoriamo a stretto contatto, del resto il lavoro di comunità è il compito affidato ai Quartieri dalla riforma degli stessi entrata in vigore dal giugno 2016".

Marzia Benassi, Savena: "Incontri settimanali per la sicurezza"  

"I cittadini del Quartiere Savena sono attivi nel segnalare le problematiche relative al nostro territorio; è stata istituita all’interno dell’Ufficio Reti e Lavoro di Comunità il punto di ascolto, che raccoglie e gestisce le segnalazioni raccordandosi con gli uffici di competenza e con la polizia locale. La strategia per arginare e prevenire situazioni di micro-criminalità consiste nel presidiare il territorio attraverso un coinvolgimento della rete del terzo settore e progetti di comunità e cura del territorio. Gli strumenti più utilizzati a tal fine sono i patti di collaborazione e la Manifestazione di interesse per la cura del territorio e della comunità. C’è un costante confronto con le forze dell’ordine che operarano sul territorio, che si concretizza in un incontro a cadenza settimanale della “task force” di Quartiere".

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