Rifiuti e raccolta differenziata nei comuni: Anzola e Budrio al top, male Bologna e in Appennino

Sono i dati che emergono dal report della Regione

Anzola e Mordano al top, male Bologna città e alcuni comuni dell'Appennino. Questo emerge dalla tabella sulle percentuali di raccolta differenziata dei comuni dell'Emilia-Romagna, diffuso dalla Regione.

Le cose non vanno bene se si guardano i dati all'interno dei comuni della città metropolitana di Bologna. Molto bene Anzola Emilia al 91,8 per cento e anche Mordano (91,7). Ottima prestazione anche per Budrio con un distinto 87,2.

Male però a Bologna città, con solo il 54,2 per cento dei rifiuti prodotti conferiti correttamente nella differenziata: la città capoluogo regionale da sola vale oltre 220 milioni di tonnellate di rifiuti nel 2019, quasi un terzo di tutti i rifiuti della provincia e il 7 per cento circa dei rifiuti della regione tutta.

Tuttavia in lieve miglioramento c'è. Aumenta anche in provincia di Bologna la differenziata, 65,7 per cento, più 1,9 sull'anno precedente, ma ancora indietro rispetto alla media regionale e alle molte altre province, staccata solo da Ravenna, in fondo con il 59,3.

Nel complesso cresce il rateo di differenziazione, che raggiunge in media il 71% nel 2019, con oltre 2,1 milioni di tonnellate di rifiuti avviati a recupero: un netto salto in avanti di 3 punti rispetto all’anno precedente. 

In totale -fa sapere viale Aldo Moro, sono 132 Comuni – il 40% del totale – già oltre gli obiettivi fissati al 2020 dal Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr), diversificati in base alle aree territoriali di appartenenza.

Ottimisti i vertici di Viale Aldo Moro. “Il 2019 si è chiuso con numeri record che portano l’Emilia-Romagna sul podio delle Regioni più virtuose a livello nazionale. Un risultato frutto prima di tutto dell’impegno dei cittadini giorno dopo giorno: è la prova della crescente consapevolezza diffusa sull’importanza di attuare la svolta green, che passa necessariamente anche dalle scelte e dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi -affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo-. A questo si unisce l’importante gioco di squadra di Regione, Comuni, Atersir e gestori dei servizi: l’intera Emilia-Romagna può andare fiera dei traguardi raggiunti e guardare con fiducia al futuro, all’insegna di progressi sempre crescenti”. 

Rilevante il risultato di 101 Comuni (il 31% del totale) che hanno toccato o sono andati oltre quota 80% di differenziata; 23 (7%) hanno addirittura raggiunto o oltrepassato il 90%. 

Scende invece sotto alle 3 milioni di tonnellate la produzione totale dei rifiuti urbani, che fa facendo registrare una diminuzione di quasi l’1% rispetto al 2018. Calo record del 10% anche per l’indifferenziato residuo.  

“Al netto di quelle che saranno le conseguenze dell’emergenza Covid sulla produzione di rifiuti e la loro gestione, continueremo a lavorare per estendere a tutti i Comuni la tariffazione puntuale-aggiunge Priolo-. I dati parlano chiaro: sugli 82 enti locali che già l’hanno applicata nel 2019, ben 62 registrano una raccolta differenziata dell’80% e 16hanno raggiunto il 90%”. È questa la strada da seguire- chiude l’assessore- Ciascuno sarà chiamato a pagare per quanto butta, e ciò farà crescere ulteriormente la separazione dei rifiuti: la tariffa puntale è una vera misura di equità e sostenibilità, sia sociale che ambientale”. 

La raccolta differenziata per tipologie di rifiuto  

Per quanto riguarda le diverse tipologie di rifiuto conferite in modo separato, si segnala nel 2019 un miglioramento generalizzato: la percentuale maggiore di differenziata riguarda il verde (21,6%), la carta (18,2%) e l’umido (16%). Seguono vetro (8,7%), legno (8,3%) e plastica (8%); rifiuti da costruzione e demolizioni (4,5%) e ingombranti (4,4%); i cosiddetti “altri rifiuti” come acidi, batterie, farmaci, oli, vernici, (3,6%); rifiuti derivanti dallo spazzamento delle strade (2,9%); metalli (1,6%); Raee (1,3%) e compostaggio domestico (1,1%). 

I risultati nelle città, in pianura e montagna 

È stato raggiunto da otto comuni l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata fissato entro il 2020 dal Piano regionale dei rifiuti per i capoluoghi di provincia e i territori costieri. Oltre alle città di Ferrara (86,2%), Reggio Emilia (83,1%), Parma (81,5%) e Forlì al 74,2%, si uniscono i centri ferraresi di Goro (78,5%), Codigoro (76,7%) e quelli riminesi di Misano Adriatico (85%) e Cattolica (78,7%).

Sono 91 i Comuni di pianura che hanno già oltrepassato il target del 79% definito per quest’area territoriale; 32 gli enti locali della montagna che hanno centrato l’obiettivo del 65%.

I dati nelle altre province

Al traguardo con un anno di anticipo ben quattro capoluoghi di provincia, tutti collocati sopra il target del 70%: Ferrara al 86,2%, seguita da Reggio Emilia con l’83,1%, Parma all’81,5% e Forlì al 74,2%. Incrementi si registrano anche nelle altre province: Rimini con il 69,7% di differenziata (+3,1%), Bologna col 65,7% (+1,9%), Forlì-Cesena col 65% - con l’incremento più elevato, dell’8,3% sul 2018 – e Ravenna col 59,3% (+3,5).  

Tabella comuni ricicloni 2019-3

Tabella comuni ricicloni 2019 2-2

Tabella comuni ricicloni 2019 3-2

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, bollettino 24 novembre: +2.501, per la prima volta flessione sui contagi settimanali

  • Coronavirus Emilia-Romagna: il virus picchia duro, nell'imolese morto un 45enne

  • Il Covid fa la sua prima vittima fra i sanitari del S.Orsola: morto a 59 anni l'infermiere Sergio Bonazzi

  • Siglata nuova ordinanza. Riaperture negozi, corsi e lezioni di ginnastica a scuola: ecco cosa cambia

  • Dati Covid confortanti: l'Emilia-Romagna verso la zona gialla (ma non subito)

  • Mangia la pizza e finisce in ospedale con un filo metallico nell'esofago: due denunce

Torna su
BolognaToday è in caricamento