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Via Roncaglio - nei pressi del fatto

Via Roncaglio - nei pressi del fatto

'Impaurita, soprattutto per la bimba, ho fatto bancomat e gli ho dato i soldi'

Così Eleonora, che si è ritrovata a vivere una brutta avventura, in zona Corticella, con la figlioletta di 2 anni: "C'è gente meschina, che approfitta dei più deboli. Parlo per mettere in guardia gli altri"

"C'è gente meschina che se la prende con i più deboli, per questo voglio raccontare la mia  esperienza, per continuare la campagna di allerta nei confronti di questi soggetti". E' lo sfogo di Eleonora, dopo la brutta avventura vissuta martedì scorso, in zona Corticella.
Qui la donna è caduta infatti nella rete di un imbroglione, che con l'ormai nota tecnica del finto incidente stradale, ha estorto alla malcapitata del denaro. Eleonora ha pagato, 200 euro, non perchè sia caduta nel raggiro (ormai arcinoto e diffuso). Infatti ben presto ha "mangiato la foglia". Ha pagato solo perchè si è trovata messa all'angolo, impaurita, soprattutto per la sua bimba di 2 anni, che era con lei.

La botta, poi le pressioni e la scorta fino al bancomat

"Non l'avrei mai detto, ma purtroppo sono stata anche io vittima della truffa dello specchietto", così inizia il racconto di quel brutto 15 maggio scorso. "Ero in auto con mia figlia di 2 anni su via Roncaglio e ad un certo punto sento un rumore sospetto sulla fiancata. Non ci ho dato peso e ho proseguito fino a quando ho dovuto fermarmi al semaforo rosso" - aggiunge Eleonora - "E' stato allora che mi si è affiancato un "signore" distinto 30/40enne, dicendomi che gli avevo danneggiato lo specchietto urtando la sua auto e che quindi dovevo accostare". 
Sulle prime la donna non ha pensato si stesse trattando di una truffa. "Ingenuamente - racconta - pensando di aver fatto effettivamente il danno, l'ho assecondato, ma quando ci siamo fermati ho capito subito che era tutto finto. A quel punto però non sapevo come uscirne perchè lui mi incalzava chiedendomi i soldi". 
Una donna sola, con una bimba di appena due anni al seguito, si è vista messa alla strette e ha temuto eventuali ripercussioni su di lei e soprattutto sulla figlia. "Io impaurita - spiega infatti la vittima - soprattutto per la mia bambina, non ho saputo reagire. Alla fine il tizio mi ha seguito fino al bancomat, facendomi prelevare 200euro".

La denuncia, la rabbia e la decisione di sensibilizzare

Così, dopo aver pagato il truffatore, la donna è tornata a casa. In serata è andata a sporgere denuncia, perchè fortunatamente, "in un momento di lucidità", è riuscita ad annotare il numero di targa. 
Dopo il brutto episodio però è rimasta la rabbia, l'amaro in bocca. "Solo l'indomani - conclude Eleonora - passata la paura, ho realizzato dei vari pericoli scampati. Ho deciso così di raccontare quanto mi è successo per allertare anche le altre persone".
 

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