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Benessere e design: l'architetto bolognese Rachele Mangano premiata a 3mila metri di altezza

Vince con "T-ego" la menzione speciale alla migliore "Storia dietro il prodotto", assegnata da Domitilla Dardi, storica e curatrice per il design al MAXXI di Roma

È stata premiata sabato 15 luglio, a 2.000 metri di quota in Val di Fiemme, Rachele Mangano, architetto bolognese, vince con “T-ego” la menzione speciale alla migliore “Storia dietro il prodotto”, assegnata da Domitilla Dardi, storica e curatrice per il design al MAXXI di Roma, nell’ambito del concorso promosso da Fiemme 3000. Il progetto su cui si basa il racconto vincitore, e che guarda al mondo femminile e all’importanza del benessere indoor, è stato anche selezionato tra i 10 finalisti della design competition su 70 partecipanti dall’Italia e dall’estero.  
Rappresentanti della giuria consegnano la menzione speciale. Da sinistra: Marco Felicetti, Ad Fiemme 3000, Kuno Prey, professore della Facoltà di Design e Arti – Libera Università di Bolzano, Rachele Mangano, Nicola Scaramuzzi dell'Ordine degli Architetti di Trento, che ha patrocinato il concorso, e Leopoldo Busa, architetto esperto in qualità dell'aria indoor. 

Nata a Bologna, Rachele Mangano nel 2015 si laurea in Architettura presso l'Università Roma Tre. Lavora per lo studio di architettura e urbanistica STR di Bologna e successivamente come libera professionista. Partecipa a numerosi concorsi nell'ambito della grafica: "Un logo per Marche Cultura" maggio 2016; "Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017" giugno 2016; "Villa Quaranta Park srl" luglio 2016; nell'ambito del design: "PA Design Award 2016" giugno 2016; "ReDesign your Future Make your Entrance" luglio 2016; e a concorsi di idee nell'ambito dell'architettura, legati alla riqualificazione di aree urbane o edifici in degrado. Convinta che il patrimonio del nostro territorio vada valorizzato maggiormente e non soffocato dal nuovo senza rispetto, ha partecipato al concorso di progettazione per la riqualificazione della piazza del Comune di Concordia sulla Secchia e delle aree colpite dal terremoto nel 2012 in Emilia. È fortemente legata alle montagne del Trentino Alto-Adige, dove ha scelto di tornare. Lavora in ambito illuminotecnico cerca di coniugare attenzione al dettaglio, qualità e rispetto per la storia, la cultura e le tradizioni del nostro paese.  
 
Promosso da Fiemme 3000 con il patrocinio della Facoltà di Design e Arti - Libera Università di Bolzano e degli Ordini degli Architetti delle province di Trento e Bolzano, il concorso è nato con l’obiettivo di alimentare il dibattito sull’importanza del benessere indoor, attraverso la progettazione di soluzioni di arredo salubri – ideate utilizzando DisegnoDilegno, un rivoluzionario modulo costruttivo in legno biocompatibile, sostenibile e personalizzabile – accompagnate ognuna dalla rispettiva storia.
Il progetto “T-ego” dell’architetto bolognese – elemento di arredo per stanze da bagno, ideato per ricordare, omaggiare e nobilitare l'antica usanza delle donne di recarsi alla fontana a fare il bucato – è stato anche selezionato tra i 10 finalisti del concorso, che ha visto 70 partecipanti dall’Italia e dall’estero.
 
Ha dichiarato Domitilla Dardi: «Nel proprio racconto, l’architetto ha saputo utilizzare un artificio narrativo efficace per descrivere con puntualità i passaggi processuali dell'ideazione e del progetto, dimostrando l'importanza della ricerca che precede il progetto vero e proprio. Si è apprezzato che la storia fosse basata su una personificazione, senza per questo diventare favola per l'infanzia (genere molto difficile da controllare), e che, pur entrando in alcune descrizioni puntuali sui ragionamenti dei progettisti, si sia evitato il racconto in soggettiva di chi progetta».
 
«Ringrazio Fiemme 3000 e tutte le persone che hanno contribuito in un modo o nell'alto all'organizzazione del concorso e alla premiazione, per l'ospitalità e per aver reso indimenticabile questa esperienza»: le parole di Rachele Mangano durante la premiazione. 
 
Il progetto: “T-ego”. T-ego è un elemento d'arredo pensato per la sala da bagno o un locale lavanderia di un'abitazione privata. Esso nasce dal desiderio di nobilitare una parte della casa spesso lasciata in disparte o in secondo piano. La volontà di ordinare tutta una serie di oggetti che ruotano attorno al processo di lavaggio, compresa la lavatrice, ha trovato nel tema del concorso una possibilità di realizzazione. 

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