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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Mondo sepolto, patteggiano in 17: ci sono anche i due principali indagati

In tutto gli indagati dell'inchiesta sono 74

Giancarlo Armaroli e Massimo Benetti, i due principali indagati nell'ambito dell'inchiesta 'Mondo sepolto', che a gennaio ha portato alla luce due cartelli di imprese che 'controllavano' le camere mortuarie dell'Ospedale Maggiore e del Policlinico Sant'Orsola di Bologna per "mantenere e consolidare il monopolio nella gestione dei servizi funebri", patteggiano la pena ed escono così dal procedimento.

Il gip bolognese Alberto Ziroldi ha accolto le loro richieste, già avallate dal pm Augusto Borghini. Per Armaroli, titolare della ditta 'Armaroli Tarozzi' e ritenuto il capo dell'associazione per delinquere egemone al Maggiore, la pena è quindi di quattro anni, mentre Benetti, presidente del Cda del Cif (Consorzio imprese funebri) e, secondo l'accusa, a capo dell'associazione per delinquere che controllava la camera mortuaria del Sant'Orsola, ha patteggiato tre anni e sei mesi.

Assieme a loro hanno chiesto e ottenuto il patteggiamento altre 17 persone, che rientrano tra i 74 indagati (tra persone fisiche e società) a cui lo scorso aprile Borghini aveva notificato l'avviso di fine indagine, accusandoli a vario titolo di 226 episodi per i reati di associazione per delinquere, corruzione di incaricato di pubblico servizio per atti contrari ai doveri d'ufficio, dichiarazione fraudolenta continuata in concorso, false comunicazioni sociali, riciclaggio continuato in concorso e rivelazione di segreti d'ufficio in concorso.

Nel dettaglio, oggi hanno ottenuto di patteggiare la pena Graziano Muzzi (titolare della ditta 'Franceschelli', due anni e sette mesi), Davide Gamberini (titolare della ditta 'Nettuno', che ha avuto uno 'sconto' di due mesi rispetto ai due anni che aveva chiesto inizialmente) e Patrizia Bertagni, considerata la contabile dell'associazione per delinquere capeggiata da Benetti (un anno e quattro mesi).

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Oltre a loro, hanno visto accolte le loro richieste di patteggiamento Luca Scagliarini (due anni), Giuliano Vecchiatti (un anno, 11 mesi e 10 giorni) e Albertino Pinelli (due anni e sei mesi), dipendenti e procacciatori d'affari della 'Armaroli Tarozzi', e Marco Bertocchi (due anni) e Stefano Iannelli (un anno e sei mesi), che facevano lo stesso lavoro per conto della ditta 'Franceschelli'.

Hanno invece patteggiato una pena di due anni tre operatori della camera mortuaria del Sant'Orsola, vale a dire Francesco Ramoscelli, Paolo Montaguti e Maria Campisi, mentre una quarta dipendente del Policlinico, Raffaella Gianfrancesco, ha patteggiato un anno e 10 mesi.

Altre cinque persone, tra cui il dipendente della ditta 'Lelli', Gianluca Babina, hanno patteggiato pene di un anno e quattro mesi, un anno e 11 mesi e, in tre casi, tra cui quello di Babina, due anni.

Rinviata, infine, al 15 novembre la discussione delle posizioni di Lorenzo Lelli (titolare della ditta 'Lelli', che ha chiesto di patteggiare due anni e sette mesi) e di Gianluca Palloni (titolare della ditta 'Cav. Uff. Oreste Golfieri', che invece ha chiesto un anno e quattro mesi). I due, infatti, sono accusati anche di reati fiscali, e per questo hanno chiesto il rinvio degli atti all'Agenzia delle entrate in modo da avviare l'iter per accertare le somme da rimborsare e procedere, quindi, al loro rimborso. (Ama/ Dire)

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