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"Vogliono zittire Radio Città del Capo": la rabbia della redazione, a rischio posti di lavoro

Entro il 10 gennaio 2020 l’editore, la NetLit srl, ha deciso di eliminare dalla programmazione i programmi locali di cronaca, politica e cultura e di smantellare la redazione di Bologna

"Voglio zittire Radio Città del Capo". A dirlo sono i redattori e le redattrici della storica emittente bolognese in un comunicato sindacale. 

"Entro il 10 gennaio 2020 l’editore di Radio Città del Capo, la NetLit srl, ha deciso di eliminare dalla programmazione i programmi locali di cronaca, politica e cultura e di smantellare la redazione di Bologna. I giornalisti potrebbero anche perdere il lavoro, così ci è stato comunicato", scrivono.

"Sarà azzerato lo spazio che la radio sta dando alla politica regionale, e questo succederà in un momento decisivo per l’Emilia-Romagna. A meno di un mese dalla elezioni del 26 gennaio l’editore di Radio Città del Capo, con una circolare firmata dal presidente del Cda Renato Truce, ha dato l’ordine di sospendere quella che per lui è stata una “sperimentazione” – la cronaca locale – e che per noi è invece da sempre il lavoro di tutti i giorni e la storia di 32 anni di radio. Per descrivere il nostro lavoro l’editore sta utilizzando espressioni come “utilizzo indebito” della frequenza. Come se raccontare la scena culturale, musicale e politica di Bologna fosse qualcosa di indebito, e non invece – come è e vogliamo rimanga – il cuore e il senso stesso del progetto di Radio Città del Capo. Il tutto senza parlare delle pressioni al limite della vessazione verso i lavoratori della radio".

"Vogliamo impedire che Radio Città del Capo si trasformi in una delle tante frequenze radiofoniche fantasma che nessuno ascolta e nessuno ricorda. Faremo tutto quel che serve per fare in modo che Radio Città del Capo continui a vivere, e resti punto di riferimento per la città di Bologna".

Il Comune apre un tavolo

Istituzioni e politica raccolgono subito l'Sos di Radio Città del Capo. "La necessità di informare e di essere informati è un principio, tutelato dalla nostra Costituzione. Confido pertanto che la proprietà si ravveda e che presto si trovi una soluzione. Bologna ha bisogno di Radio Città del Capo", manda a dire l'assessore comunale Matteo Lepore.

E il suo collega di giunta, Marco Lombardo (che ha la delega al Lavoro), annuncia che il Comune di Bologna convocherà nei prossimi giorni un tavolo "per cercare di ascoltare le ragioni dell'editore e quelle dei lavoratori per fare tutto il possibile perché non venga zittita l'emittente".

Fin da ora, Lombardo afferma che "togliere l'audio ad una voce libera che racconta la città da oltre 32 anni mi sembra una scelta piuttosto... truce" (e Truce è il cognome del presidente del cda della Netlit che ha diramato la comunicazione che prevede lo stop ai programmi di informazione della storica emittente bolognese).

"Nel rispetto della libertà editoriale, credo che il pluralismo dell'informazione, il diritto di cronaca e la difesa dei lavoratori siano valori fondamentali che meritano di essere tutelati in ogni modo. La cronaca locale di Radio Città del Capo è parte integrante del vissuto quotidiano della nostra comunità: tante volte ha dato voce a realtà afone o poco conosciute".

Per cui, per sostenerla, Lombardo propone, via Facebook, di raccontare "cosa è per ciascuno di noi la cronaca locale di Città del Capo? Per me è la voce che accompagna il caffè del primo mattino. É la narrazione che accompagna Anna mentre smista la posta in ufficio". Puo' essere un modo per far "arrivare la nostra solidarietà ai lavoratori".

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