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"Imbarchi negati e voli persi", odissea per due donne disabili: accuse all'aeroporto

Al racconto delle ragazze la replica la società del Marconi: "Approfondiremo, ma accuse discriminzione infondate"

L'imbarco negato per due volte e una odissea burocratica. Questo denunciano di avere subito nel weekend appena passato due donne disabili, sorelle originarie dell'anconetano e costrette in sedia a rotelle motorizzata, che l'altro giorno hanno sfogato la propria rabbia sui social, raccontando nei dettagli la loro esperienza all'aeroporto Marconi di Bologna.

Le due donne, scrivono in una lunga nota su Facebook, erano in attesa di partire per l'Irlanda per una summer school, ma una serie di dinieghi e richieste di documenti le ha lasciate a terra, anche nel secondo volo che le due hanno preso dopo il mancato imbarco del giorno prima.

Imbarco negato e problemi burocratici, il racconto delle due donne disabili

"Il primo giorno, sabato, al check-in ci hanno presentato tre motivi per cui non avremmo potuto volare -osservano- con tanto di dita alzate per indicare i numeri, numero uno, numero due, numero tre: le batterie delle carrozzine, la preoccupazione per quale posizione potevamo assumere sul sedile e il fatto che non avevamo mandato la documentazione in anticipo. Le batterie avevano ricevuto l'approvazione per volare (oltre che da vari voli precedenti) dalla compagnia aerea, informata per email. Eppure lì al check-in ci continuavano a dire che non andavano bene. Alla richiesta del perché, non sapevano rispondere e cambiavano argomento. Riguardo alla posizione in aereo, noi di solito viaggiamo stese, ma stavolta ci hanno detto che non era permesso. Però possiamo anche stare sedute durante il volo, anche se con molto meno comfort, ed eravamo pronte a farlo. Ma non ci hanno creduto, hanno chiesto un certificato medico che lo attestasse e noi glielo abbiamo fornito. Non gli andava ancora bene. Dovevamo contattare la compagnia per email e compilare un lungo modulo per farci dire da un medico in Germania se eravamo "idonee a volare". Ma a quel punto ci era finito il tempo. E per quanto riguarda la documentazione in anticipo, non ci hanno saputo dire chiaramente che cosa avremmo dovuto mandare. 'Dovevate mandare la documentazione almeno 48 ore prima del volo, ora è tardi'. Ho chiesto quale documentazione, visto che le informazioni richieste quando viaggi con una carrozzina elettrica erano state mandate al momento della prenotazione. "Eh, tutto il possibile", mi hanno risposto, rimanendo sul vago. Forse si aspettavano che essendo disabile ho necessariamente miliardi di documenti, o me li devo inventare?".

"Non ci è ancora del tutto chiaro -riprendono le due ragazze- il perché ci abbiano negato l'imbarco due giorni di fila. Non ci è chiaro cosa abbia fatto emergere dei problemi così insormontabili, considerate tutte le volte che abbiamo volato. Quello che è chiaro è che le persone disabili non vengono trattate come veri clienti: ci si aspetta che ci genuflettiamo costantemente e che non abbiamo cognizione dei nostri diritti.

Imbarco negato e problemi burocratici, la replica del Marconi

Alla lunga nota, che tira in ballo anche l'aeroporto Marconi, replica oggi lo stesso scalo bolognese. Dopo aver ricordato che "Nel 2018 AdB (Aeroporto di Bologna, ndr) ha assistito 41.252 passeggeri a ridotta mobilità, con un incremento del 7,1% sull’anno precedente" e che "da analisi effettuate da società indipendente, il 99,3% dei passeggeri a ridotta mobilità ha espresso una valutazione positiva sul servizio ricevuto" la società respinge al mittente le accuse, precisando però che il Marconi "ricordando peraltro che le attività di accettazione dei passeggeri non sono effettuate da proprio personale ma da società terze che operano in nome e per conto delle compagnie aeree, in qualità di gestore aeroportuale verificherà che da parte delle compagnie aeree e delle società di handling non vi siano stati comportamenti non coerenti con le procedure previste per l’imbarco dei passeggeri con disabilità. Parallelamente, la società si riserva di verificare che i tempi di presentazione delle due persone, il tipo di prenotazione effettuato e la documentazione consegnata siano stati adeguati a quanto richiesto per garantire l’erogazione del servizio. In conclusione, AdB valuta qualsiasi accusa di comportamento discriminatorio da parte dei propri operatori come completamente infondata: su questo aspetto la società è anche pronta a tutelarsi, qualora fosse necessario, nelle sedi opportune".

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