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Covid, 14enne ricoverato in terapia intensiva al Sant'Orsola: è grave

E' sotto osservazione nel reparto di terapia intensiva, in prognosi riservata

Un 14enne positivo al coronavirus è stato ricoverato all'ospedale Sant'Orsola nella serata di ieri, 10 marzo. Da quanto si apprende le sue condizioni sono gravi ed è sotto osservazione nel reparto di terapia intensiva, in prognosi riservata. Il ragazzino, modenese, è arrivato in ambulanza al policlinico bolognese, dove è stato attivato un reparto di rianimazione e covid pediatrico. Al momento non è stato chiarito dai sanitari - che tengono stretto riserbo - se il giovane abbia o meno altre patologie che potrebbero aver influito sul quadro clinico.  

Non resta purtroppo un caso isolato. Nelle ultime settimane a Bologna infatti era già stata ricoverata in terapia intensiva una bimba di 11anni, con patologie pregresse; mentre all'inizio di febbraio era deceduta una 12enne, anche lei con patologie pregresse.  

Covid e bambini: ricoveri, contagi, opzione vaccini. Intervista al prof Lanari

Covid e bambini

"Se c'è una cosa che questo virus ci ha insegnato è che quello che si dice oggi può essere smentito dopo poche settimane. Le cose cambiano continuamente e la letteratura scientifica è in costante aggiornamento. Tuttavia, basandoci sui dati raccolti a livello mondiale e condivisi, possiamo fare un quadro della situazione e dire che ad oggi i bambini pagano ancora un prezzo meno caro rispetto agli adulti, con meno casi e tutti meno gravi", aveva detto qualche giorno fa a Bologna Today, Marcello Lanari, direttore della pediatria d'urgenza e del pronto soccorso pediatrico del Sant'Orsola. 

Incremento contagi tra i bambini e ospedalizzazione pazienti più giovani

Circa il nuovo trend riscontrato nelle ultime settimane, il direttore sanitario Ausl Roti ha rilevato come vengano "ospedalizzati pazienti più giovani, età media 50anni" e come la variante inglese abbia fatto incrementare i bambini positivi. "Certo, un'accelerazione di questo tipo non l'avevamo vista nelle due ondate precedenti -aveva raccontato Roti - Per quanto riguarda i bambini, l'incremento delle infezioni è indubbio e lo abbiamo riscontrato soprattutto alle scuole elementari e alle superiori (fasce 6-10 e 14-19). I casi che abbiamo conosciuto riguardano soggetti (es la bambina di 11 anni) con patologie importanti".  

 

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