Arrestato a Bologna ricercato USA: chi è il manager da 20 miliardi di dollari

Gli USA gli davano la caccia da 5 anni per aver tentato di frodare il fisco statunitense: avrebbe infatti orchestrato una truffa per 20 miliardi di dollari. Chiesta estradizione

Raoul Weil, il manager svizzero sorpreso e arrestato a Bologna, è accusato di aver orchestrato una truffa da 20 miliardi di dollari, incriminato nel novembre di cinque anni fa dal Dipartimento di giustizia americano per aver tentato di frodare il fisco statunitense, destinatario di un ordine di cattura internazionale: è quanto pende sull'ex presidente e amministratore delegato del 'global wealth management' del colosso bancario svizzero Ubs, l'elvetico Raoul Weil, 54 anni, che è stato arrestato dagli agenti delle 'Volanti' della Questura di Bologna.

Weil, è stato rintracciato poco dopo aver preso alloggio in un lussuoso albergo nel centro del capoluogo emiliano. Poiché era colpito da un provvedimento internazionale, per frode bancaria e truffa, all'atto della registrazione in hotel il suo nome è stato automaticamente evidenziato dalle autorità di polizia. Le Volanti si sono recate nell'albergo e il manager è stato arrestato: agli agenti ha detto che la frode per cui è ricercato riguarda il settore automobilistico, ma non sono ancora noti - hanno riferito gli investigatori - i motivi della sua presenza nel capoluogo emiliano.

Ora per lui si apre la procedura per l'estradizione negli Stati Uniti. Fra il 2002 e il 2007 Raoul Weil (che nel 2005 era entrato anche a far parte del Cda di gruppo) supervisionava il dipartimento estero della banca svizzera, che contava anche 20.000 clienti Usa. Nel luglio 2007 era stato nominato Chairman e Ceo di 'Global Wealth Management & Business Banking'. Secondo le accuse di un Grand Jury federale del Southern District of Florida, in relazione all'inchiesta sulle attività transfrontaliere di Ubs avviata dalla Giustizia Usa (un accordo fu poi siglato fra Ubs e Berna con Washington nell'agosto 2009), dal 2002 facoltosi clienti americani avrebbero evaso tasse su 20 miliardi di dollari.

Dopo l'intervento del Grand Jury, Weil aveva annunciato la propria autosospensione dalle mansioni "fino al raggiungimento di una soluzione in merito a questa vicenda, nell'interesse dell'azienda e dei suoi clienti e per potersi meglio difendere". Il suo incarico era stato affidato ad interim da Ubs al suo vice. L'ex manager era stato quindi inserito nella lista dei 'fuggitivi' per non essersi presentato alle autorità; i suoi legali avevano definito la denuncia completamente illegittima. L'inchiesta era partita nel maggio 2008 e nel mirino era finito da subito Bradley Birkenfeld, ex banchiere di Ubs, accusato di aver aiutato un miliardario a evadere tasse per 200 milioni di dollari ma anche per aver fatto da corriere per i clienti americani della banca, trasportando per loro oggetti d'arte e gioielli. Il nome di Weil, che ha sempre respinto le accuse, è riemerso all'inizio di quest'anno: digitando i suoi dati sul web risulta, da febbraio, direttore di un gruppo privato nel Canton Svitto, nella Svizzera centrale, che si occupa di investimenti e gestione di beni immobili.

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